Autunno in Barbagia, un successo senza confini

Il bilancio della rassegna è stato illustrato in una conferenza all’istituto Satta Roberto Sau (Aspen): «Negli ultimi anni impennata delle presenze e dei fatturati»

NUORO. Detrattori e critici devono fare un passo indietro. La rassegna “Autunno in Barbagia” difende e migliora il proprio consenso tra i visitatori locali e i turisti. Lo dicono i dati delle presenze che l’anno passato sono state 400mila, con una crescita del 30 per cento rispetto al 2008. Il quadro è stato tracciato ieri durante un convegno all’istituto commerciale “Salvatore Satta”. L’occasione il bilancio didattico legato proprio alla rassegna fieristica che dal 2010 è per i ragazzi come una palestra dove mettere a punto quanto appreso all’interno dell’aula. Un consuntivo che ha potuto contare sui maggiori attori del sistema della fiera che da settembre a dicembre vede coinvolti 28 comuni (oltre alla frazione di Lollove). I nomi: Roberto Sau, direttore dell’Aspen, l’azienda della Camera di commercio che coordina la manifestazione. Luigi Crisponi, che da assessore regionale del Turismo è stato uno dei più convinti sostenitori. L’assessore comunale di Nuoro, Leonardo Moro, per ricordare la parentesi di “Mastros”, una delle tappe del circuito. Da non dimenticare la presenza dell’artigiano oranese Roberto Ziranu: iscritto dalla prima edizione e un’arte che oggi viaggia fuori dall’Europa, con commesse dagli Emirati Arabi. Un contributo per le conclusioni l’ha portato da Cagliari la docente universitaria Clementina Casula, con una considerazione sopra tutte le altre: «L’elemento forte della rassegna è nel fatto che va a valorizzare una stagione non di punta per il turismo e si propone come un’offerta di nicchia». Concetti che ricorreranno durante la conferenza all’auditorium del “Satta”. I protagonisti sono i ragazzi, dell’indirizzo di Amministrazione, Finanza e Marketing e del corso Turistico. Quattro anni vissuti sul campo per analizzare le aziende: la propensione all’innovazione, all’utilizzo delle nuove tecnologie, il valore delle ricadute economiche. Sull’altro versante, lo studio del visitatore: il numero, la provenienza, la propensione alla spesa. Dati che sono andati ad aggiungersi a quelli rilevati dall’Aspen, che proprio nel 2014 si è affidata all’università di Cagliari per fermare la macchina e fare un bilancio, così da ripartire con ulteriori certezze, magari dopo aver corretto il tiro. La ripartenza 2015, a fine estate, sarà come un lancio dalla pedana verso la discesa. Parola di Roberto Sau: «Gli ultimi due anni hanno segnato una vera impennata sia nelle presenze, sia nei fatturati. Un andamento positivo iniziato un lustro fa e che non si è mai interrotto. Gli unici momenti un po’ così hanno coinciso con la mancata partecipazione di qualche comune, più che altro per problemi interni». Gli oltre 7 milioni e mezzo di euro di ricaduta sono la conferma della crescita. Movimento sul quale Sau mette la bandiera della sua azienda, soprattutto per l’attività di marketing: dai 90mila “door hanger” (i cartoncini appesi alle maniglie delle porte di albergo), alle brochure negli hotel della Costa Smeralda, sino al concorso fotografico con le immagini delle località visitate “postati” nel portale Cuoredellasardegna.it. Luigi Crisponi, dalla sua visuale di operatore turistico, giudica la fiera nuorese come «una tra le migliori operazioni di marketing a livello nazionale». E continua: «Va migliorata. Un aspetto irrinunciabile è il legame con i centri storici dei comuni, che sono il faro sulla vita e le tradizioni locali. Se conservati a dovere evitano prima di tutto che i paesi si spopolino». Concetti cari anche al fabbro Ziranu, deciso a ricordare che «non si può esporre tutto, ma unicamente produzioni di qualità. Non è infatti importante quanto si vende nel momento, ma piuttosto il ricordo che il turista porta via con sé». Un concetto che sposta il discorso sulle linee da raddrizzare. Una proprio legata al discorso appena fatto: evitare le commistioni di oggetti e prodotti che non hanno alcun legame con la tradizione e la cultura del luogo. L’altro aspetto è sulla misura con cui il messaggio di Autunno in Barbagia passa nelle comunità. Che ci sia da lavorare lo conferma il sindaco di Sarule (e docente della scuola ), Mariangela Barca: «Da noi è mancata la motivazione degli operatori». Chi ne ha fatto un successo

sono i ragazzi dell’istituto commerciale, guidati dai docenti Maria Vittoria Angioi, Vina Cherchi e Nino Cucca. Un vantaggio racchiuso in un concetto piccolo, piccolo, della dirigente Pierina Masuri: «Gli ha permesso di affinare le competenze e verificare il grado di preparazione didattica».

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