Tutti in piazza per difendere il San Camillo

Manifestazione davanti all’ospedale di Sorgono: «Non può diventare un mega ambulatorio»

SORGONO. Il comprensorio Barbagia Mandrolisai è compatto nell’unirsi contro la politica dei tagli. In un territorio dall’alto tasso di campanile, ora è il momento della grande mobilitazione. Il comitato in difesa della sanità pubblica, le amministrazioni comunali, i sindacati, le associazioni e tutta la società civile si ritroveranno domani mattina a Sorgono per manifestare contro i tagli della riforma sulla sanità. E per lanciare anche un grido di allarme verso «la marginalizzazione dei territori, a favore delle grandi aree densamente popolate». Questi i contenuti di quella che si annuncia come la più grande manifestazione del territorio. Si parte dalla tutela del San Camillo di Sorgono, prossima vittima dei tagli della Regione e si proseguirà per la richiesta di tutela di un’area che abbisogna di interventi strutturali massicci.

A partire dalla rete stradale; Desulo è praticamente tagliato fuori dal traffico su gomma e miglior sorte non può toccare agli altri centri. «Siamo giunti a questa situazione – afferma Francesco Zucca, sindaco di Tiana – dopo mesi di promesse non mantenute, di audizioni e porte chiuse da parte della regione. La politica della ragioneria contabile punta a trasformare nel deserto il polmone verde della Sardegna, attraverso un taglio sistematico dei servizi, in primis la sanità, che è bene primario. Non possiamo cedere a queste logiche e domani manifesteremo in piazza il nostro dissenso». Il prima linea Giovanni Arru, sindaco di Sorgono, storico sindacalista che è stufo delle promesse non mantenute. Il capoluogo del Mandrolisai prima ha perso tribunale e giudice di pace, poi altri uffici pubblici. Ed ora vede il suo ospedale prossimo a diventare un mega ambulatorio. A dargli man forte tutti gli altri sindaci del territorio, guidati dal vulcanico primo cittadino di Meana Sardo, Angelino Nocco, presidente della conferenza dei sindaci che tempo fa aveva denunciato «i rischi di una politica che da mezze risposte e aspetta la nemesi dei territori». Ancora più

duro il sindaco Alessandro Corona che parla a chiare lettere di «scippi pianificati a favore dei più deboli per dare ai forti. Il nostro territorio deve essere spopolato a forza a attraverso questi espedienti per aumentare gli abitanti delle città e favorire l’abbandono delle zone interne».

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