Polemica sulle tradizioni per Sant’Antonio

La rabbia di Torpè: «A Posada copiano le nostre navi»

Carnevale è periodo di festa e di scherzi: “A carnevale ogni scherzo vale”. Ma lo scherzo rifilato ai torpeini da alcuni buontemponi di Posada non è proprio piaciuto e rischia di provocare uno...

Carnevale è periodo di festa e di scherzi: “A carnevale ogni scherzo vale”. Ma lo scherzo rifilato ai torpeini da alcuni buontemponi di Posada non è proprio piaciuto e rischia di provocare uno scontro tra le due comunità destinato a trascinarsi per chissà quanto tempo, riguardo i festeggiamenti per Sant’Antonio. La storia è questa. Torpè ha una tradizione antica per quanto riguarda il fuoco di Sant’Antonio. Nel piccolo paese della Baronia a pochi passi dal mare, le cataste con i tronchi e il legname da bruciare in onore del santo del fuoco vengono fatte in maniera particolare e sono denominate “navi”. Sistemata su un grande carrello trainato da un trattore, la “nave” viene portata fino a luogo in cui sarà appiccato il fuoco, intorno al quale si svolgerà la festa. Questa è una tradizione prettamente torpeina. Fatto sta che venerdì lungo le vie del vicino paese di Posada sono comparse e fatte sfilare due grandi “navi” perfettamente identiche a quelle torpeine. Tuoni, fulmini e tempesta. La notizia è arrivata in un baleno a Torpè ed è scoppiato il finimondo. «Tutto il paese è arrabbiato, è come copiare la Sartiglia di Oristano o i Mamuthones di Mamoiada, ognuno

ha le proprie tradizioni da salvaguardare e non è giusto che altri le copino», hanno detto gli abitanti di Torpè infuriati. Da Posada la risposta è arrivata a stretto giro di posta: «I due carri-nave sono stati organizzati da alcuni giovani torpeini che abitano qui in paese». (plp)

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