Mamuthones, una danza per Carnevale

Migliaia di persone a Mamoiada per la prima uscita delle maschere. Tonino Dessolis ha festeggiato 55 anni da issohadore

MAMOIADA. Il tintinnio dei campanacci dei Mamuthones e Issohadores risuona nei vicoli stretti nel granito del centro di Mamoiada e si espande in tutta la Barbagia. Un’eco che si rincorre nelle vallate e nelle gole, si arrampica sulle montagne e arriva fino al mare per richiamare le genti al Carnevale. La festa può cominciare. Accesa da quei grandi falò che hanno illuminato e riscaldato queste notti gelide in cui si celebra Sant’Antonio, il santo del fuoco. E intorno ai falò hanno danzato per tutto il pomeriggio e fino a notte fonda i Mamuthones e gli Issohadores, incoraggiati da una folla incredibile. Migliaia di persone arrivate da ogni angolo della Sardegna, che hanno preso d’assalto Mamoiada per partecipare alla prima tradizionale uscita delle maschere simbolo del Carnevale barbaricino. Soprattutto per assistere alla vestizione dei Mamuthones e degli Issohadores, cerimonia che ormai sta diventando un rito al quale tutti vorrebbero assistere. La fila di gente davanti alle sedi della Pro loco e dell’Atzeni-Beccoi, le due associazioni che hanno fatto conoscere e portano nel mondo la tradizione del paese della Barbagia, c’era già dal mattino. E tutta Mamoiada ha potuto giovarsi di questa cerimonia visto che bar e ristoranti hanno lavorato a ritmi da...Cortes Apertas e molti privati si sono organizzati per offrire piatti tipici della cucina povera della Sardegna centrale accompagnati da bicchieri del robusto vino rosso delle vigne barbaricine. Mentre la musica del “Pub agricolo”, già in clima carnevalesco, ha inondato le vie del centro prima del suono dei campanacci.

Nella sede della Pro Loco, l’omozione era forte. Come sempre quando per la prima volta nell’anno nuovo s’indossano le pelli , i campanacci e le maschere e si sistemano le corde dei “lazos”. Il più indaffarato, nel cortile dell’associazione, Tonino Dessolis. Già pronto con la sua divisa da issohadores, ha aiutato tutti a prepararsi. Forse per nascondere meglio l’emozione del traguardo raggiunto quest’anno: 55 anni che porta le maschere del suo paese nel mondo. Da qualche anno è anche il conduttore delle danze, quello che detta i tempi con maestria.

Emozione forte anche per Giuliana Gungui, giovane presidente della Pro Loco, quando ha regalato una maschera ai genitori di Fabio Aru, che con i Mamuthones e Issohadores ha un rapporto speciale.

Emozionde anche nella sede dell’Atzeni-Beccoi,

dove c’è un issohadores che non manca mai all’appuntamento del 17 gennaio: Gianfranco Canneddu. Per lui una sola uscita all’anno con gli amati mamuthones, fatta con la consapevolezza di chi ha un legame fortissimo con il suo paese e con il cuore è sempre presente. (plp)

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