Settecento scolari a lezione di agricoltura tradizionale

Si è svolto in 7 comuni un progetto sul mondo rurale del Gal Nuorese-Baronia Da Onifai a Bitti, coinvolti bambini delle scuole materne, elementari e medie

BITTI. Sette piccoli comuni che insieme contano poco più di diecimila residenti. Un territorio rurale tra il Nuorese e la Baronia con indici di sviluppo notevolmente inferiori alle medie nazionali, afflitta da quei fenomeni che colpiscono le zone interne dell'Isola: spopolamento, emigrazione, denatalità, assenza di lavoro e di prospettive, scarsa formazione, mancata trasmissione di conoscenze tra giovani e anziani. In questi sette paesi (Bitti, Lodè, Lula, Onanì, Onifai, Orune e Osidda)in media un abitante su quattro ha più di 65 anni e solo un abitante su dieci ha meno di 14 anni: tanti pensionati e pochi bambini.

È proprio ai più giovani che è rivolto il progetto finanziato, con la misura 321 del Piano di sviluppo Locale per un importo di 200mila euro, dal Gruppo d'Azione Locale (Gal) Nuorese-Baronia: "Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo. Alla scoperta del nostro territorio rurale". Oltre 700 bambini (tra cui una trentina disabili o con problematiche sociali) delle scuole materne (sei), elementari (quattro) e medie (quattro) dei sette comuni (Onifai capofila) per oltre un anno hanno frequentato i laboratori sviluppati in sei fattorie didattiche e vissuto una feconda esperienza di scoperta e valorizzazione delle tradizioni locali. Hanno imparato a fare l'orto e la pasta fresca, seguito i percorsi dal fiore al miele, dalla frutta alla marmellata e dal latte alla forma di formaggio, conosciuto la vita del contadino e studiato botanica, le essenze della flora mediterranea e il loro utilizzo in cucina.

Le aziende agricole sono così diventate lo strumento per far comprendere alle nuove generazioni lo stretto legame tra il mondo della produzione e l'alimentazione. «Le fattorie didattiche – spiega Daniela Satgia, sindaco di Onifai, Comune capofila del progetto – sono fondamentali per valorizzare l'agricoltura e i prodotti agroalimentari del territorio. E grazie al progetto educativo appena concluso abbiamo fatto conoscere ai nostri bambini la vita degli animali e l'origine e la storia dei prodotti che consumiamo tutti i giorni».

Con il pieno coinvolgimento della scuola, i bambini sono stati accompagnati in un lungo percorso didattico durato oltre un anno, e integrato la formazione teorica con esperienze dirette, manuali e fisiche. Tutte esperienze

che li hanno educati alla conoscenza degli alimenti e degli animali, a un consumo consapevole e a una gestione responsabile dell'ambiente.

«Perché l'agricoltura può diventare un nuovo modello di welfare locale», sottolinea Giovanni Mossa, presidente del Gal Nuorese-Baronia. (r.n.)

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