Bidderosa, è bufera sul Parco Avventura 

Orosei, opposizione all’attacco sulla concessione senza bando di gara a una società ancora da costituire: «Un favore agli amici»

OROSEI. In mezzo all’indignazione pressoché generale, il colpo di genio è venuto a Giovanni Sale, 61 anni, titolare di un’impresa che si occupa di allestire negozi d’arredamento, mostre e fiere all’estero. Ha pensato: se il Comune dà in concessione una parte di Bidderosa, senza gara d’appalto, e senza specificare quanto pagherà la società alla quale sarà assegnata per quindici anni, be’, voglio un pezzo di Bidderosa anch’io. Detto fatto, è andato in municipio e ha fatto protocollare la sua richiesta per cinque ettari dell’oasi ambientale, citata nel 2006 persino dal New York Times come esempio di turismo responsabile.

Sale propone un progetto di parco giochi simile a quello approvato dal consiglio comunale, ma stavolta a nome della «costituenda società cooperativa Sas Petras Biancas». Il riferimento è al fatto che nella seduta della discordia, quella del 5 febbraio scorso, la concessione per un’area delle stesse dimensioni è stata affidata a un’impresa “costituenda”, la Natura Park, di cui è dato conoscere solo la rappresentante legale Romina Franca Maria Flore (non si sa come sia stata delegata a rappresentare una società che ancora non esiste, ma è una delle stranezze di questa vicenda). Destinazione dell’impresa? La creazione di un non meglio precisato Parco Avventura.

Singolari coincidenze. Orosei è un paese relativamente piccolo, ha settemila abitanti, e ci si conosce tutti. Così, a parte l’irritualità di una concessione senza bando di gara, per di più all’interno di un’oasi ambientale come Bidderosa, a molti è balzato agli occhi il fatto che la signora Flore sia l’ex compagna, nonché madre del figlio di un consigliere della maggioranza, Francesco Soro, delegato dal sindaco a occuparsi di sport e spettacolo (casualmente la signora Flore è anche sua dipendente). A questo si aggiunga il fatto che lo stesso Soro, molto vicino al sindaco, era presente alla seduta consiliare e ha votato a favore. Un conflitto di interessi? L’opposizione, rappresentata da Oroosei Democratica, nelle cui fila troviamo l’ex sindaco Gino Derosas, avvocato, non lo dice apertamente, ma in un documento parla di «scelta chiaramente orientata a perseguire esclusivamente interessi di parte e logiche elettorali».

A Orosei si vota fra pochi mesi, e ogni polemica è condizionata da questo appuntamento. A proposito della votazione sulla concessione (primo punto all’ordine del giorno), ancora Orosei Democratica sottolinea come venerdì scorso la maggioranza che sostiene Mula non avesse neppure i numeri per affrontare il consiglio: dei 16 consiglieri oroseini (ai quali si aggiunge il sindaco) era presente appena la metà. Provvidenziale, per salvare la riunione dall’annullamento per mancanza del numero legale, la presenza della consigliera d’opposizione Francesca Chisu, che pure al momento del voto si è astenuta.

Il Comune: tutto in regola. Dal canto suo, il sindaco Mula dice che tutto si è svolto secondo le regole, e che per quanto riguarda la presunta incompatibilità del consigliere Soro il quesito era stato posto prima della riunione al segretario comunale Antonio Meloni, che avrebbe dato il proprio sostanziale nulla osta («non c’è nessuna norma che lo vieti», dice Meloni al cronista ). Ancora Mula: «Perché l’opposizione contesta solo adesso la delibera e invece non l’ha fatto in consiglio, partecipando alla seduta?», dice il sindaco, che ricorda come durante la riunione sia stata data la parola a un gruppo di lavoratori forestali del cantiere di Bidderosa, preoccupati da questa “privatizzazione”.

«Pericoloso precedente». Derosas ribatte che l’obiettivo di Orosei Democratica era proprio far mancare il numero legale, e replica all’accusa di assenteismo («sinora ho partecipato all’85 per cento delle riunioni»). «Ma il problema è un altro – dice Derosas – l’affidamento della concessione crea un pericoloso precedente sulla futura gestione di Bidderosa. Per la prima volta si apre alla frammentazione del sito, che ricordo è un’area Sic, cioè di interesse comunitario e con precise norme di tutela, e si dà il via a un uso privatistico e di incerta natura, non programmato dal Comune ma lasciato all’estemporanea iniziativa di qualche privato, meglio se amico».

Sulla stessa linea dell’opposizione anche il Gruppo d’intervento giuridico, combattiva associazione ambientalista, che ricorda i tanti vincoli sull’area e segnala come non si abbia «notizia di eventuali procedure selettive né di alcuna verifica su progetti e capacità gestionale e finanziaria di un soggetto societario non ancora esistente». Riservandosi di svolgere «le opportune azioni per garantire la salvaguardia di un gioiello naturalistico del Mediterraneo».

Cantiere aperto. Ma la domanda più importante riguarda la “proprietà” di Bidderosa, affidata in regime di occupazione temporanea all’Ente Foreste negli anni ’50 e in corso di restituzione al Comune di Orosei (che ha già deliberato di riaffidarla allo stesso ente con concessione trentennale). Poteva, l’amministrazione di Orosei, disporre a proprio piacimento di un’area interessata da progetti di salvaguardia ambientale con fondi regionali ed europei? No, probabilmente, visto che quei progetti non termineranno prima

del 31 dicembre 2016, come segnala l’Ispettorato forestale di Nuoro.

A proposito, Giovanni Sale, citato all’inizio, non ha affatto intenzione di realizzare un parco avventura a Bidderosa: «Volevo solo sperimentare se tutti i cittadini di Orosei hanno gli stessi diritti», dice.

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