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Pratosardo attende certezze sull’arrivo della Brigata Sassari

La caserma andrà al ministero della Difesa tra 182 giorni Preoccupazione sulla futura destinazione della struttura

NUORO. Caserma di Pratosardo, quale futuro? Una volta che i lavori saranno ultimati, che fine farà la struttura? L’Esercito la sfrutterà per come era stata originariamente concepita? Sarà veramente costituito il Nucleo trasmissioni della Brigata Sassari, unico tassello mancante per completare e confermare come corpo d’èlite la gloriosa brigata? Ma la domanda più scottante e delicata in questo momento è un’altra: i soldati arriveranno veramente? La preoccupazione è grande, nonostante gli accordi già firmati da tempo e le continue interlocuzioni con i vertici militari.

L’amministrazione comunale guidata da Andrea Soddu ha ripreso in mano la situazione, dopo le numerose interruzioni dei lavori a causa della mancanza di fondi, e ora ha deciso di dare una forte accelerazione, anche per far capire al ministero della Difesa e all’Esercito che Nuoro vuole i soldati della Brigata Sassari. Sarebbero dovuti essere circa 300 i militari destinati a Pratosardo, tutti sardi di rientro dopo lunghi periodi trascorsi lontani da casa in altre brigate e reggimenti. Una presenza importante anche dal punto di vista economico visto che sul territorio si riverserebbero 300 nuove buste paghe che rivestirebbero una grande importanza in un’area travolta da una crisi senza fine.

Ma il sogno di molti soldati sardi rischia di svanire perché a Roma ci sarebbero parecchi tentennamenti sul futuro della caserma Pratosardo. L’apertura della nuova struttura sarebbe stata infatti risucchiata nel vortice della delicatissima questione legata alle servitù militari. Senza poligoni e basi per addestramento specialistico, non avrebbe più senso per l’Esercito mantenere in Sardegna una Brigata che, per svolgere la sua attività preparatoria, sarebbe costretta a spostarsi fuori dall’isola con spese che diventerebbero insostenibili. Sarebbe quindi molto più semplice depotenziare la “Sassari” e magari trasferirla altrove. I contrasti tra la Regione e il ministero della Difesa sono ancora molto forti. E a complicare la già fin troppo delicata situazione ci sarebbero le pressioni che stanno arrivando al ministero da parte di altre regioni, interessate a ospitare i militari.

Lo scenario che si sta profilando all’orizzonte non è certamente dei più favorevoli per la Sardegna e per la Brigata Sassari. I segnali poco rassicuranti sul futuro della “ Sassari”, utilizzata come elemento di pressione collegato alla servitù militari, erano emersi al momento delle celebrazioni del centenario. I festeggiamenti per una brigata come la “Sassari”, che si fregia di due medaglie d’oro al valore per l’eroismo mostrato nella Prima guerra mondiale con migliaia di morti sardi, erano stati molto striminziti e non era passata inosservata la mancanza dei vertici dell’Esercito e del ministro della Difesa.

Ora la questione è diventata ancora più spinosa perché c’è in gioco il futuro di alcune centinaia di soldati sardi che sperano fare ritorno nella loro terra. I lavori nella caserma di Pratosardo saranno ultimati tra 182 giorni e consegnati al Comune. Subito dopo l’amministrazione

provvederà a “girare” la struttura al ministero della Difesa che, in cambio, restituirà alla città l’area dell’ex Artiglieria, nel cuore della città dove sarà realizzato un parco urbano con centro sportivo. Gli accordi sono già stati firmati da tempo e manca soltanto la ratifica ufficiale.

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