Giochi di guerra nell’oasi di Capo Comino Berchida

Il Comune di Siniscola dà il suo patrocinio a una prova di “softair”: una battaglia simulata con proiettili di gomma. Da sabato 23 a domenica 24 in arrivo 180 "soldati" nel sito di interesse comunitario. Ambientalisti infuriati

SINISCOLA. Se durante il ponte del 25 aprile vi troverete dalle parti di Capo Comino e Berchida e doveste imbattervi in un drappello di militari in assetto da guerra, non preoccupatevi: i loro fucili e mitra sparano proiettili di gomma, nonostante le apparenze i “soldati” non hanno intenzioni bellicose. Anzi, sono lì per fare beneficenza. Sono insomma dei simpatici buontemponi che da adulti continuano a praticare uno dei giochi preferiti dai bambini, almeno quelli di una volta. Arrivano da tutta l’isola, e sono i seguaci del softair (letteralmente aria compressa), disciplina sportiva che simula tattiche e combattimenti da guerra.

 Tutto in regola dunque? Affatto, perché la manifestazione si svolge in un’area Sic, cioè un sito d’interesse comunitario, qual è il territorio che va da Capo Comino a Berchida, e l’invasione, benché pacifica se non nella forma almeno negli effetti, ha già provocato la protesta degli ambientalisti. E a ben guardare, le autorizzazioni non sarebbero tutte in regola.

 Il plauso della giunta. A invitare gli appassionati di softair è stata l’associazione siniscolese Jchnos War Team, che organizza la seconda operazione Chimera (la prima si svolse lo scorso anno nel cantiere dell’Ente Foreste di Torpè) dal titolo Desaparecidos (sic). La “battaglia” , che vedrà impegnati 180 partecipanti di entrambi i sessi, comincerà alle 16 e si concluderà l’indomani alle 10. L’evento ha addirittura il plauso del Comune di Siniscola, che con una delibera della giunta guidata da Rocco Celentano concede il patrocinio «all'iniziativa ritenuta meritevole» che si svolgerà «tra il 23 e 24 aprile 2016 tra Capo Comino e il Cantiere forestale di Berchida». L’«apprezzamento» espresso a seguire deriva dal fatto che il ricavato delle iscrizioni sarà devoluto all’Adi, Associazione diocesiana Insieme, che a Siniscola si occupa di assistenza ad anziani e disabili.

Lo stesso Comune di Siniscola avrebbe fornito all’associazione Jchnos le autorizzazione a “combattere” nel proprio territorio, e così anche l’Ente Foreste, che per il secondo anno consecutivo (dopo Torpè, come abbiamo visto) mette a disposizione un proprio cantiere per una manifestazione di softair, soprattutto visto il fine benefico dell’iniziativa.

“Proiettili bio”. Ma un’area di alto pregio ambientale è compatibile con una “battaglia” in cui vengono esplosi proiettili sia pure di gomma? Gli organizzatori assicurano di sì: i pallini, dice il presidente dell’associazione Martino Pala, sono ecosostenibili, realizzati con vernici atossiche di colore verde o marrone e con materiale biodegradabile. «Nel giro di uno o due anni non se ne trova traccia», dice Pala, che assicura di avere tutte le autorizzazioni necessarie per l’evento. E fa riferimento, oltre che al patrocinio del Comune di Siniscola, all’autorizzazione dell’Ente Foreste, datata 9 febbraio scorso, alla «manifestazione di Softair», nel proprio cantiere di Berchida, con una serie di rigide prescrizioni. Pala riferisce che ci sarebbe anche il nullaosta della Questura, o quantomeno del commissariato di Siniscola, con la procedura della “presa visione”.

Ecosistema delicato. In realtà, per una manifestazione sportiva (volendo considerare tale una battaglia sia pure simulata) in un’area Sic occorre il parere preliminare del Savi (oggi Sva), il Servizio di sostenibilità ambientale della Regione. Ma non risulta che esista tale nullaosta fondamentale in un’area di elevato pregio ambientale, con un sistema dunale pressoché unico nell’isola, ginepri secolari e rare specie di uccelli. Com’è stato possibile autorizzare una manifestazione con questo impatto? Interpellato, il sindaco Celentano pensava si trattasse di «una passeggiata». Anche all’Ente Foreste ammettono di non aver considerato appieno la natura della manifestazione, ma per bocca del direttore del cantiere di Berchida, Giovanni Cabiddu, assicurano che «non ci sarà alcun combattimento». L’accesso ai partecipanti sarà autorizzato per una semplice escursione.

Sul caso interviene Stefano Deliperi dell’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico: «È un fatto sconcertante lo svolgimento di una manifestazione simile in un’area naturalistica

così importante e, soprattutto, così delicata. Non si comprende come possa esser stata autorizzata e patrocinata dal Comune. Ci auguriamo che il Corpo forestale e di vigilanza ambientale faccia sentire la sua presenza prima, durante e dopo la manifestazione per evitare danni ambientali».

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