I giovani tornano al lavoro nei campi

Crescono le domande per i fondi all’agricoltura. L’Apan: «Giusto cambiare: l’industria ha tradito le promesse»

NUORO. C’è chi si presenta con il progetto di mettere su un’apicoltura con tutti i crismi, chi ammette che in quei pochi ettari di terreno ricevuti in eredità vorrebbe creare una fattoria didattica, e chi ancora, dopo molti tentennamenti, stavolta vuole tentarci sul serio e diventare un viticultore.

Sfumato, insieme ai capannoni abbandonati e alla desolazione della zona industriale di Ottana, il progetto di agguantare un posto di lavoro in fabbrica, i giovani diplomati del Nuorese tornano alla cara vecchia agricoltura. Snobbato per anni, forse guardato anche con un pizzico di sufficienza, mai come negli ultimi tempi il lavoro nei campi sta attirando gli under 35 della Barbagia.

Ne sanno qualcosa agli sportelli dell’Apan Sardegna, nella sede nuorese di via Manzoni, dove ogni settimana non si contano le richieste di aiuto e assistenza che i giovani fanno per poter concorrere ai fondi previsti dall’ultimo bando nazionale per finanziare gli insediamenti in agricoltura. Solo per restare all’ultimo mese e giusto per dare un’idea, agli sportelli dell’associazione si sono rivolti 33 ragazzi di Nuoro e provincia: sette interessati a darsi all’apicoltura, tre affascinati dall’idea di aprire una fattoria didattica, quattro con la precisa intenzione di rilanciare un vigneto di famiglia, nove puntati dritti verso la strada delle colture biologiche, sei attirati dal settore ortofrutta, e quattro, infine, che vorrebbero puntare sul sughero e sull’olivo.

«Siamo contenti di vedere che le nuove generazioni abbiano deciso di tornare a investire le loro energie nell’agricoltura – spiega il direttore dell’Apan Sardegna, Gianfranco Seddone – perché per lungo tempo l’agricoltura è stata abbandonata per colpa dell’insediamento della grossa industria che, come sirena che non mantiene le sue promesse, ha strappato dalle campagne tantissimi contadini denaturalizzando così non solo il nostro territorio, ma anche minando alla base il pilastro centrale della nostra economia. Finalmente, con il piano di sviluppo rurale 2014-2020, finanziato dall’Unione Europea per un importo di circa un miliardo e e 400 milioni si può innovare e potenziare la competitività delle aziende agricole».

Ma puntare sull’agricoltura, secondo il direttore dell’Apan Sardegna, significa anche dare nuova vita a migliaia di ettari di terreno lasciati incolti da tanti anni anche in provincia di Nuoro, ma vuol dire anche dare finalmente uno sbocco di lavoro a tantissimi under 35.

«L'opportunità di intraprendere l'attività agricola – spiega ancora Seddone – è percepita come una risorsa concreta se non unica che racchiude in sè tre obiettivi: possibilità di un riscatto sociale, riduzione della povertà, rilancio e accelerazione dello sviluppo economico nelle zone rurali. L'interesse maggiore dei giovani – aggiunge Seddone, dopo aver controllato i dati relativi alla ultime richieste giunte all’Apan – è rivolto all'apicoltura, alla coltivazione dei frutteti, degli oliveti, al rilancio dei vigneti e ultimo ma non ultimo alla coltura degli ortaggi in genere, con particolare attenzione alle patate e ai pomodori e a tutti gli altri prodotti di consumo da destinare al mercato sardo». Il bando nazionale, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, come ricorda l’associazione delle piccole e medie imprese sarde «prevede un premio in conto interessi per l’insediamento e il subentro in agricoltura, per l'acquisizione, lo sviluppo e l'ampliamento dell'azienda agricola e per l'acquisto di efficienti strutture fondiarie in favore dei giovani che intraprendono per la prima volta questa attività».

Ma oltre al premio in conto interessi, per chi vuole mettere su una impresa nel settore agricolo, sono previsti anche finanziamenti a tasso agevolato da un minimo di 250mila euro sino ad un massimo di due milioni di euro da restituire da un minimo di 15 sino a un massimo di 30 anni.

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