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Acqua non potabile: causa vinta

Riconosciuto ad alcuni utenti il diritto alla riduzione della bolletta

BUDONI. Alla fine gli utenti di Abbanoa che avevano contestato il pagamento dell’intero importo delle bollette a causa della non potabilità dell’acqua immessa in rete, si sono visti dare ragione dal tribunale. Pagheranno una cifra ridotta gli undici utenti che supportati dall’allora minoranza del consiglio comunale (la vicenda aveva preso il via cinque fa grazie all'iniziativa della lista civica “Budoni per la libertà”), avevano intentato una causa prima, davanti al giudice di pace e successivamente al tribunale di Nuoro. Gli allora consiglieri comunali Salvatore Ventroni, Franco Michele Ventroni e Renzo Giagheddu, durante il mandato elettorale posto in essere dal 2008 al 2013, avevano raccolto la protesta dei cittadini e promosso le adesioni per l’avvio di un’azione legale esperita poi contro l’Ente gestore unico del servizio idrico integrato della Sardegna. Avvalendosi dell’opera professionale degli avvocati Rossana Mele e Giuseppe Casu, erano state fatte partire le prime undici cause citando in giudizio Abbanoa e motivando il ricorso sull’ingiustizia del pagamento di bollette salate per un servizio inefficiente visto che a Budoni, dal 2009, era in vigore l’ordinanza per la non potabilità dell’acqua. Come evidenziano oggi gli allora promotori della vicenda giudiziaria «la richiesta di riduzione delle somme portate nelle bollette è stata motivata nella maggior parte dei casi dalla iniquità causata dall’erogazione, nel territorio del comune di acqua assolutamente non potabile,

fatta pagare però da Abbanoa come acqua potabilizzata e quindi a prezzo pieno». L’iniziativa, promossa all’epoca dai tre consiglieri di minoranza si è conclusa con l’accoglimento delle istanze dei cittadini Budonesi che hanno visto riconosciuto il diritto alla riduzione. (s.s.)

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