Classi pollaio a Oliena, c’è uno spiraglio

Al diciottesimo giorno di protesta, la dirigente scolastica propone una nuova prima attingendo dai docenti del tempo pieno

OLIENA. Allo scoccare del diciottesimo giorno della protesta che da settimane sta scaldando gli animi dei genitori degli alunni delle prime classi della scuola media di Oliena, si intravede un primo spiraglio di luce per la soluzione della vicenda. Proprio in queste ore infatti la dirigenza scolastica dell’istituto di via Italia, con il supporto dell’ufficio scolastico provinciale, sta vagliando la possibilità di utilizzare l'intero organico di potenziamento per aprire una nuova classe e vedere finalmente gli studenti delle prime – a distanza di quasi tre settimane dall’inizio delle lezioni– fare il proprio ingresso nella nuova scuola. La cura c'è dunque, ma non è indolore. Infatti a pagare il prezzo di questa scelta saranno gli studenti e gli insegnanti del tempo pieno ai quali verrà tolta la possibilità della compresenza, (due insegnanti insieme nella stessa classe). Ed è proprio alla luce di questa spinosa scelta che ieri pomeriggio la dirigente Caterina Bacchitta, durante il collegio docenti dell'istituto di via Italia, ha prospettato la soluzione anche agli insegnanti. Un compromesso che metterebbe la parola fine allo stallo che da quasi venti giorni sta sconvolgendo la vita delle famiglie dei 51 studenti iscritti alla prima media e stipati in appena due classi dall'ufficio scolastico provinciale.

A nulla sono servite le tante lettere corredate da corpose relazioni che delineavano lo stato di salute del paese, «una realtà che da anni soffre di particolari criticità familiari, sociali e ambientali, dove sono oltre 60 i minori seguiti dai servizi sociali del Comune», avevano più volte ribadito genitori e la giunta comunale per perorare la richiesta di una terza sezione di prime. Nei fatti mai esaudita e più volte marchiata come "impossibile" dallo stesso ufficio scolastico provinciale che come un mantra ripeteva : «in base alla normativa vigente non ci sono i presupposti per la formazione di una nuova classe».

Dal canto loro invece i genitori in rivolta proprio in queste ore si preparano a marciare sotto il palazzo della Regione in occasione dell'incontro di lunedì mattina, dove verranno ricevuti dall'assessore regionale

all'Istruzione Claudia Firino, alla quale più volte si sono appellati. «Abbiamo la necessità di risolvere al più presto la sgradevole vicenda — hanno commentato i genitori —. I bambini vogliono e devono andare a scuola, i loro zaini sono già pronti. Tutto è già pronto, manca la loro classe».

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