Classi pollaio, genitori ancora in rivolta

Spiragli a Oliena per la terza classe. Ma i sindacati mettono in guardia: così i ragazzi rischiano di uscire prima da scuola

NUORO. «Il collegio docenti di Oliena sta attrezzandosi per sfruttare gli spazi di flessibilità oraria di cui già dispone per adattarsi alla richiesta di una terza classe, e questa rappresenta una soluzione all’emergenza. Perché se non si avranno a disposizione “avanzi orari” degli insegnanti, non si potrà coprire la loro eventuale assenza, e in quei casi i ragazzi saranno frequentemente distribuiti nelle altre classi o fatti uscire prima da scuola». Lo sottolineano aspramente Maria Luisa Ariu e Pierpaolo Zidda, rispettivamente segretari generali della Cisl scuola e della Uil scuola.

«Anche la situazione lamentata all’Istituto geometri di Nuoro non avrebbe dovuto avere necessità di proteste, perché lo sdoppiamento dopo la comunicazione della tardiva iscrizione di alcuni ragazzi che ha poi generato la cosiddetta “classe pollaio”, sarebbe dovuta essere automatica – spiegano i due sindacalisti –. Si pensi ancora al caso del convitto di Sorgono, cioè una struttura di sostegno alla frequenza dell’annesso Istituto professionale, frequentato da ragazzi provenienti da paesi anche molto distanti e addirittura da fuori provincia. La sua presenza consente alla scuola stessa di esistere con gli attuali numeri e se la deroga per la riapertura del convitto quest’anno mancasse, anche quella scuola sarebbe di prossima chiusura per riduzione del numero di frequentanti – concludono –. Ecco perché deroghe simili risultano essenziali per questo nostro difficile territorio». Che l’inizio del nuovo anno scolastico sarebbe stato tutt’altro che semplice era già piuttosto noto agli addetti ai lavori mesi fa. Oggi, a distanza di quasi un mese dal suono della prima campanella la polemica che ha gettato nella bufera le scuole della provincia barbaricina, stenta ad affievolirsi.

«Ci rendiamo conto che situazioni come quella creatasi nella scuola media di Oliena, con un alto numero dei frequentanti nelle prime classi, 51 alunni distribuiti in due classi con un alto numero di bambini con bisogni educativi speciali – commentano Ariu e Zidda –, rientrano comunque nei parametri ministeriali che governano la predisposizione degli organici, e che anche a Nuoro città troviamo situazioni simili. Ma alla fine – sottolineano i due sindacalisti – apprezziamo comunque molto la mobilitazione in atto in questi giorni a Oliena, così come a Nuoro, a Desulo e a Sorgono, perché riteniamo sia davvero un segno importante della presa di coscienza delle famiglie circa i limiti concreti che la politica scolastica degli ultimi anni si porta dietro – spiegano –. Manifestazioni che riteniamo ancora più di valore perché nate spontaneamente, evidenziando la maturazione di una presa d’atto. Infatti – vanno avanti Cisl e Uil – il miglioramento dei livelli di competenza dei ragazzi alla fine del ciclo scolastico e la riduzione della dispersione scolastica non si possono combattere quando il numero degli alunni in classe supera i 20 e tra di essi diventano numerosi i casi di difficoltà variamente targate». «Più il numero degli studenti in classe risulta alto e maggiore

diventa l’impossibilità di seguirli con percorsi didattici individualizzati e rispettosi dei loro tempi e difficoltà. E se questo discorso vale in tutta Italia, da noi incide su una realtà certamente più fragile e ad altissimo rischio dispersione» chiudono Maria Luisa Ariu e Pierpaolo Zidda.

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