“Uno sguardo sul sacro” con il Fai
La delegazione nuorese organizza un itinerario storico, culturale e religioso
NUORO. Dalla Cattedrale al seminario, passando per l’archivio storico diocesano. Ritorna l’appuntamento con la giornata Fai d’Autunno, “Alla scoperta di un’Italia diversa”. E come sempre anche la delegazione nuorese del Fondo ambiente italiano ha messo su un nutrito programma per l’occasione. “Uno sguardo sul sacro. Itinerario storico, culturale, religioso” è il titolo della manifestazione che si terrà in città domani mattina dalle ore 9 alle 13 e nel pomeriggio dalla ore 15 alle 19 (ingresso a contributo libero). Tre i punti fondamentali della FaiMarathon nuorese: la Cattedrale Santa Maria della Neve; il Seminario vescovile e l’Archivio storico della Diocesi. A fare da Cicerone nella Cattedrale sarà l’architetto Angelo Ziranu, che guiderà la visita svelando storia e curiosità della chiesa edificata nel XIX secolo. La prima pietra fu posta nel 1836 da monsignor Giovanni Maria Bua, arcivescovo di Oristano che in qualità di amministratore apostolico sentì l’esigenza di dare una decorosa cattedrale alla villa barbaricina scelta nel 1779 come sede della ricostituita antica diocesi di Galtellì. Di qui il doppio titolo: diocesi di Galtellì-Nuoro.
Nel luglio 1829, invece, ebbero inizio i lavori per la costruzione del seminario vescovile. L’opera, progettata dal regio architetto Giuseppe Cominotti di Cuneo, fu portata a termine il 30 novembre del 1831. Ma soltanto due anni dopo, per ragioni sanitarie, il seminario ha iniziato la sua vita ufficiale, accogliendo i primi sei seminaristi. Domani saranno proprio gli attuali studenti futuri sacerdoti a guidare i visitatori all’interno dell’edificio.
Visita guidata a cura di volontari esperti anche nell’Archivio storico della diocesi, aperto al pubblico proprio grazie ai volontari. I visitatori potranno ammirare persino i documenti che riguardano la vita di Grazia Deledda, proprio in occasione del 90° anniversario dall’attribuzione del Premio Nobel e nell’80° dalla morte.
L’Archivio diocesano custodisce documenti di inestimabile valore che risalgono alla metà del Seicento. Bolle, registrazioni, carte, libri di visite pastorali, di contabilità che rispecchiano la vita della comunità della diocesi sotto l’aspetto religioso, sociale, antropologico e anche linguistico. Questo prezioso patrimonio dal 1983 si è arricchito del fondo Quinque libri, versati all’Archivio dalle rispettive parrocchie. La tenuta di questi libri da parte delle singole parrocchie iniziò dopo il Concilio di Trento (1549–1563).
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