Bitti, la portalettere che conquista la gente

La figura di Nicolina Carzedda, la postina diventata un punto di riferimento di grandi e bambini

BITTI. Da sempre nei piccoli centri, e ancor più in quelli dell’interno, la figura del portalettere costituisce un punto di riferimento quotidiano; una persona di famiglia con la quale abitualmente si scambia qualche parola e, a seconda del contenuto della missiva recapitata, si condividono gioie o dolori. Nei comuni di Bitti e Onanì è Nicolina Carzedda, ormai quasi un’istituzione, che svolge con grande passione e dedizione la professione.

«Benchè il mio sia un lavoro faticoso e che ti espone ad ogni intemperia, non lo cambierei con nessun altro al mondo – dice – e quando sto per iniziare il quotidiano giro di consegne, non vedo di fronte a me lettere, raccomandate o pacchi da recapitare, ma le persone che andrò ad incontrare. Chissà se tzia Peppina è guarita, se sono arrivati i figli di tzia Juanna e i nipotini di tziu Antoni; questi sono i pensieri che attraversano la mia mente mentre giro per le vie e viottoli del paese». Per i cittadini di Bitti e Onanì Nicolina è ormai un punto di riferimento, al quale ricorrere sempre, nelle occasioni più disparate.

Tant’è che il suo numero privato di cellulare, cosa più unica che rara, è di dominio pubblico. Un fatto emblematico, accaduto tempo fa, potrebbe dipingerne il carattere e l’indole generosa. Quando nel novembre 2013 i due paesi furono sconvolti dalla violenta alluvione, e in particolare Onanì rimase completamente isolata, in Nicolina era così forte il desiderio di condividere la sofferenza e di mettersi a disposizione dei cittadini che gli sembrò quasi naturale bloccare un mezzo dei vigili del fuoco e farsi accompagnare a consegnare la corrispondenza. Al rientro da Onanì chiese aiuto ai carabinieri che la riaccompagnarono a Bitti.

«Ciò che mi fa amare il mio lavoro è questo specialissimo rapporto che mi unisce ai cittadini – racconta – e ogni giorno ho la netta percezione che mi aspettano e mi accolgono con calore anche se poi consegno loro solo una bolletta o un avviso di pagamento. Mi invitano a prendere il caffè – cosa che non può sempre accettare dice Nicolina – e in tanti mi offrono dei dolci». Un rapporto davvero speciale, che la portalettere non ha solo con gli adulti ma anche con i bambini. «Nella Panda non mi mancano mai le caramelle – dice – e quando mi vedono arrivare i più piccoli gridano con gioia: ecco la postina! la postina!».

Molti di loro hanno impressa questa figura e ogni volta che passa una Panda bianca esclamano: «c’è la signora delle caramelle!». Nata a Bitti 46 anni fa, Nicolina Carzedda è dipendente delle Poste dal 1999 ma prima di rientrare a lavorare nel suo paese natale è stata applicata in diversi centri, come Borore, Orosei, Posada. Dal 2008 è portalettere stabile a Bitti, dove vive con il figlio Antonio ed il marito Bachisio Pira, componente del noto gruppo a tenore “Mialinu Pira”. Tutti in paese la conoscono e la stimano, essendo persona gioiosa, cordiale e che ama stare tra la gente. Molto presente nelle attività culturali del paese, è inoltre componente del gruppo folk “Sas Prennas”, con il quale partecipa ad importanti manifestazioni folcloristiche sia in Sardegna che all’estero, indossando sempre il tradizionale costume bittese. Per lei c’è solo un periodo dell’anno

durante il quale stacca la spina dal lavoro di portalettere. In primavera, a metà maggio, Nicolina come centinaia di altri bittesi, si trasferisce nel santuario della Santissima Annunziata alla quale è devotissima e per due settimane i suoi concittadini la ritrovano nella veste di priora.

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