Aree di crisi, nuove opportunità

Daniela Forma, consigliere regionale e imprenditrice, parla delle ricadute della delibera regionale

MACOMER. La delibera della Giunta regionale del 3 novembre che individua dieci aree di crisi non complessa in Sardegna comprendendo il bacino di Macomer-Ottana apre l’accesso alle misure nazionali e regionali per il rilancio delle attività industriali. La delibera è stata adottata su proposta del presidente della giunta Pigliaru e dell’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras. Allo scopo dell’individuazione delle aree l’assessorato all’Industria ha proceduto con una ricognizione puntuale dei bacini di crisi che ha consentito di scegliere, sulla base di criteri oggettivi, le aree territoriali che, seppure in crisi, presentano un tessuto in grado di accogliere nuovi investimenti industriali e di esprimere proposte di intervento.

All’individuazione delle aree si è proceduto linea con le finalità del decreto ministeriale del 4 agosto scorso che disciplina condizioni e modalità per l’attuazione di interventi da realizzarsi in situazioni di crisi industriali diverse da quelle complesse, ma che hanno comunque un impatto significativo sullo sviluppo dei territori interessati e sull’occupazione. Aree di crisi non complessa” sono quei territori in cui la recessione economica e la perdita occupazionale hanno determinato un impatto significativo, anche se in forma meno grave rispetto ai casi considerati di “crisi complessa”. Tale classificazione le rende candidabili alle agevolazioni, cosa non da poco dato che sono fondamentali per incentivare le nuove iniziative industriali. Sulle dieci aree di crisi individuate dalla Regione tre sono nel Nuorese. «Sono presenti i sistemi locali del lavoro di Nuoro, Macomer e Fonni – spiega la consigliera regionale del Pd, Daniela Forma –. Ciò significa che una volta ultimato l’iter di inserimento nell’elenco nazionale dei territori candidati alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non complessa, potranno rientrare nei benefici della Legge n. 181 del 1989 “Misure di sostegno e di reindustrializzazione in attuazione del piano di risanamento della siderurgia” gli investimenti che verranno effettuati nei territori dei comuni di Nuoro, Dorgali, Gavoi, Mamoiada, Oliena, Ollolai, Olzai, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Orune e Sarule che rientrano nel sistema locale del lavoro di Nuoro, quelli che comprendono i comuni di Macomer, Birori, Borore, Bortigali, Sindia, Silanus, Lei, Bolotana, Dualchi, Noragugume e Ottana che rientrano invece nel sistema di Macomer, e i territori dei comuni di Fonni e Lodine che rientrano nel sistema del lavoro di Fonni».

Daniela Forma spiega ancora che il riconoscimento di area di crisi industriale non complessa va recupera «i territori interessati da una crisi generalizzata in cui la recessione economica e la perdita occupazionale hanno comunque un impatto significativo», mentre sono esclusi dal provvedimento, sempre per precisa indicazione ministeriale, le aree a vocazione turistica e agricola. «L’obiettivo che la Regione si pone con questa delibera – conclude

– è quello di favorire e attrarre investimenti. Con il sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico, si mette a disposizione del mondo imprenditoriale uno strumento che consenta di avere ricadute positive su quei territori che sono stati interessati dalla crisi del settore manifatturiero».

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