Pareggio di bilancio, la protesta dei sindaci

Ollolai, i paesi dell’Unione dei Comuni aderiscono alla manifestazione di venerdì a Cagliari

OLLOLAI. Alle fasce tricolori la parola “Pareggio di bilancio”, introdotta con la legge di stabilità 2016, piace ancora di meno della famigerata Patto di stabilità che ha sostituito. Per questo motivo venerdì prossimo i primi cittadini di quasi tutta la Sardegna sfileranno a Cagliari, a partire dalle 10 da piazza del Carmine verso il Consiglio regionale dove incontreranno i vertici della Giunta. Lì sarà presentato un documento ricco di proposte sottoscritto da 236 sindaci sardi il 20 ottobre scorso a Santa Giusta.

«Una proposta – precisano nel documento i sindaci, tra i quali ci sono tutti quelli dell’Unione comuni Barbagia (Ovodda, Tiana, Gavoi, Lodine, Ollolai, Sarule, Olzai e Oniferi) ma anche Fonni, Teti, Orani, Orotelli e Orgosolo – che nasce su iniziativa di un gruppo di sindaci liberi, che intende avviare un’interlocuzione con le massime istituzioni regionali e nazionali».

Il meccanismo degli equilibri contabili con il nuovo sistema si rivela più rigido rispetto al passato: non è più possibile utilizzare l’avanzo di amministrazione accumulato neppure per finanziare spese di investimento e tantomeno è possibile accendere dei mutui.

«Con il pareggio di bilancio – si legge nel documento – si finisce di ingessare il sistema finanziario degli enti locali e paradossalmente soprattutto di quelli virtuosi, che hanno risparmiato e accantonato risorse in favore dello sviluppo locale». Tra le proposte c’è anche un cavallo di battaglia del sindaco di Ollolai Efisio Arbau che propone «di far diventare i Comuni sardi a completa finanza regionale».

«Sono circa trecento i milioni di euro che lo Stato trasferisce ai Comuni sardi – spiega Arbau – mentre sono oltre 650 milioni gli euro dei sardi accantonati e trattenuti a Roma per abbattere il debito pubblico o per misure eccezionali. Con una compensazione (ridurre gli accantonamenti di una cifra pari ai trasferimenti statali ai Comuni) a saldo zero per entrambe le parti – continua il primo cittadino di Ollolai – i Comuni sardi potrebbero ricevere i soldi dalla Regione, mandando in soffitta tutte quelle regole di controlli e monitoraggi statali che disturbano l'attività dei Comuni. Ne risulterebbe un sistema coordinato di autogoverno che senza chiedere trattamenti di favore porterebbe vantaggi per tutti i soggetti interessati. Si chiama autogoverno».

«Allo stato attuale chi amministra è legato senza avere catene – gli fa eco Maurizio Sirca assessore del comune di Sarule – Sarule ha più di un milione di euro di

avanzi di amministrazione che non possono essere programmati se non in percentuali e se e solo se la Regione concede spazi finanziari ad Aprile e Settembre; cosa che non è avvenuta. Possiamo solo programmare e navigare a vista, perchè garantire l'ordinario è diventato ormai lo straordinario».

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