Conguagli, il giudice condanna Abbanoa

Prima sentenza pilota nel Nuorese: annullate le fatture per i consumi pregressi, l’ente unico deve anche risarcire gli utenti

NUORO. Fatture annullate, con annessa richiesta di pagamento di un conguaglio per gli anni dal 2005 al 2011, rimborso delle rate già pagate, e pagamento delle spese processuali: è una vittoria su tutta la linea contro Abbanoa, quella che emerge in modo netto dalle dieci pagine con le quali il giudice di pace del tribunale di Nuoro, Salvatore Fois, ha accolto i primi due ricorsi vinti in provincia, e portati avanti dall’avvocato Claudio Solinas, contro i conguagli chiesti dall’ente unico per le risorse idriche. Una sentenza che, prima nell’intera isola, dispone dunque non solo l’annullamento delle fatture emesse da Abbanoa ma anche il rimborso delle parti di conguaglio già pagate dagli utenti timorosi, e che apre la strada a decine di altre cause che finora stavano aspettando di fiutare l’orientamento dei giudici in materia.

Tutto nasce nello scorso mese di maggio quando due residenti nuoresi ricevono, come centinaia di altri sardi, una fattura dove Abbanoa chiede il pagamento di un conguaglio relativo a consumi idrici di anni precedenti. In un caso, la richiesta di pagamento è di 290,52 euro. Per evitare di subire l’interruzione del servizio idrico, l’ente concede all’utente in questione di poter pagare il conguaglio in diverse rate: la prima corrisponde a 36 euro e 28 centesimi e l’utente nuorese la paga.

Ma poi, evidentemente, ci riflette su, si informa meglio e capisce che è il caso di mettere tutto nelle mani di un avvocato. Come lui fa anche un altro cittadino di Nuoro: pure lui aveva ricevuto da Abbanoa una fattura relativa a un conguaglio di 108 euro e 28 centesimi. Ed entrambi ritengono che quelle fatture rappresentino una richiesta ingiusta e illegittima: così affidano tutto nelle mani di un avvocato del foro di Nuoro, Claudio Solinas, che avvia una causa civile contro Abbanoa.

La sentenza, con annesse motivazioni, è stata depositata ieri mattina e decreta la vittoria dei due utenti nuoresi, e dei motivi presentati dal loro legale per avviare la causa. L’avvocato Solinas, sin dall’inizio, ha sostenuto che è illegittimo chiedere agli utenti il pagamento di un conguaglio per consumi precedenti. Ed è illegittimo, ha sostenuto il legale, perché si tratta di un pagamento che va contro i principi di buona fede, trasparenza e correttezza comportamentale sui quali si dovrebbe basare un contratto di fornitura di servizi qual è il contratto tra gli utenti e Abbanoa. Il giudice di pace Salvatore Fois ha accolto in pieno, dunque, questo principio che costituisce il fondamento dello stesso ricorso.

E ha stabilito, in sostanza, che Abbanoa non può chiedere a posteriori il pagamento di somme che invece avrebbe dovuto richiedere al momento del consumo effettivo dell’acqua. Il concetto, insomma, è piuttosto chiaro: l’utente paga il consumo nel momento nel quale lo effettua, perché così prevede il contratto di somministrazione del servizio.

Per il giudice di pace, dunque, così come chiedevano i due ricorrenti attraverso l’avvocato Solinas, la richiesta di conguagli è illegittima, chiedere il pagamento di somme in modo retroattivo non risponde alle norme. La tariffa, ha stabilito la legge, deve essere prevista subito perché l’utente deve conoscerla e deve sapere quanto potrebbe spendere per avere il servizio, altrimenti vengono violati i principi di buona fede e trasparenza.

Ma il giudice di pace di Nuoro, nella sentenza depositata ieri mattina,

ha stabilito che non solo Abbanoa non poteva chiedere il pagamento dei conguagli, ma anche che in ogni caso quelle somme sono prescritte. Abbanoa è stata condannata – primo caso nell’isola – anche a restituire le somme che gli utenti avevano già speso per pagare la prima rata del conguaglio.

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