Lobina va alla conquista anche del monte Everest

Presentazione in municipio della sesta tappa del progetto Seven Summits Domenica partenza per il Nepal, ci vorranno due mesi per compiere l’impresa

NUORO. Il progetto Sardegna Seven Summits di Angelo Lobina si avvicina all’ultime, difficili battute conclusive. L’alpinista nuorese domenica partirà per il Nepal per predisporre la scalata più importante dell’intero progetto che lo vede affrontare le vette più alte dei sette continenti: l’Everest, la montagna più alta del mondo con i suoi 8.848 metri. Lobina ha già affrontato le altre cinque tappe dell’impresa, gli restano da portare a termine appunto l’Everest e il Vinson Massif (4.897 metri, in Antartide), che dovrebbe affrontare entro l’anno.

I riflettori però ora sono puntati sull’Everest, ed è per questo che ieri il vice sindaco Sebastian Cocco e la consigliere Eleonora Angheleddu hanno invitato l’alpinista in municipio per presentare il prossimo passo della sua avventura. «Un’impresa che fa onore a Nuoro e a tutta la Sardegna», ha detto Cocco, il quale ha sottolineato con rammarico come la grave situazione finanziaria del Comune non abbia consentito di aiutare lo sportivo nuorese a finanziare il proprio progetto, che al momento sta portando avanti con fondi propri. L’interessamento del Comune, ha sottolineato il vice sindaco, è riuscito a far avere a Lobina alcuni sponsor privati. E non è detto che la stessa amministrazione comunale riesca a stanziare un contributo entro la conclusione del progetto. Anche la consigliera Eleonora Angheleddu ha preso a cuore l’impresa di Lobina. «Un esempio per i nostri giovani – ha detto – oltre che un motivo d’orgoglio per tutti i nuoresi e i sardi».

A fare gli onori di casa, oltre agli amministratori e ovviamente il protagonista dell’avventura, c’era anche il decano dei naturalisti sardi, Domenico Ruiu, che sostiene l’impresa sin dall’inizio. Profondo conoscitore dell’ambiente della Sardegna centrale, Ruiu ha ricordato come Lobina si sia «formato rocciosamente al monte Ortobene», palestra naturale di tanti giovani nuoresi amanti dell’arrampicata o più semplicemente delle escursioni.

Lobina lascerà l’isola domenica alla volta del Nepal. L’impresa richiederà molto tempo, perché una volta sul posto l’alpinista dovrà gradualmente acclimatarsi alle diverse altezze della montagna. «La scalata dell'Himalaya comporta una spedizione della durata di due mesi, necessari per abituarsi pian piano, a varie altezze, alla quota via via crescente, e nel contempo riuscire a portare

sempre più in alto il campo, in modo da arrivare al cosiddetto campo quattro, a ottomila metri, dal quale si ha la vetta a tiro. Da quel momento, con i miei due compagni contiamo di arrivare in vetta in un periodo dalle 16 alle 22 ore, per poi ridiscendere a quota ottomila». (p.me.)

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