A Ilbono nascerà il polo della pasta fresca

Il Comune vuole affidare il capannone dell’ex centro fieristico al Consorzio di tutela dei culurgiones

ILBONO. Il sogno ogliastrino di un polo per la pasta fresca riparte dal Consorzio di tutela dei culurgiones. Svanito il progetto del Centro fieristico, finanziato con 7 milioni e mezzo e mai realizzato, l’opportunità per sfruttare il capannone che sorge tra Ilbono e Lanusei, arriva dall’ottenimento del marchio Igp per il tradizionale piatto ogliastrino. La struttura, che in un vecchio progetto sarebbe dovuto diventare il riferimento per la produzione della pasta fresca sarà comunque destinato alla causa. Andrea Piroddi, sindaco di Ilbono, crede che lo stabile di un migliaio di metri quadri in località Cannas, possa servire alla missione dei produttori di culurgiones. Il comitato promotore per l’indicazione geografica protetta, a traguardo raggiunto, si è sciolto ed ora si sta costituendo il Consorzio di tutela. E a questo nuovo organismo verranno ceduti gli uffici e parte della struttura. «Vogliamo cedere parte dello stabile – spiega Piroddi – e incentivare l’insediamento di un centro per l’Haccp e di un laboratorio per la trasformazione delle patate in fiocchi, sì da completare e far attecchire l’Igp sul territorio».

Il Consorzio sta muovendo i primi passi ma sono in molti ad intravedere le possibilità di sviluppo per questo settore. Non c'è un paese in tutta l’Ogliastra che non ospiti un laboratorio di culurgiones. Ora che il panciuto raviolo ripieno di patate e formaggio (e nelle diverse varianti arricchito con cipolle, menta o basilico) è tutelato dal marchio c'è chi scommette su un ritorno economico. Ed anche l’edifico potrebbe finalmente avere una destinazione. La costruzione del capannone risale ai primi anni 2000. Per gestire la struttura venne costituita la Sipal una società mista, a capitale pubblico con i comuni di Lanusei, Ilbono, Elini, Arzana, Loceri e privato, Cna e Confartigianato. Qualche ano dopo la Provincia ipotizzò un progetto per il polo della pasta fresca che poi venne trasferito all’Unione dei comuni d’Ogliastra

e finanziato. Da allora sono passati anni, i fondi sono svaniti ma la volontà di far decollare il progetto no. «Siamo di fronte a un’incompiuta. Serve un ulteriore investimento – dichiara Davide Ferreli, sindaco di Lanusei –ma ora possiamo far partire l’iniziativa aperta a tutti i produttori».

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