Angelo Lobina a un passo dalla vetta dell’Everest

Entra nel vivo l’avventura dell’alpinista alle prese con la scalata oltre gli ottomila Sulla sua pagina facebook è possibile seguire tutti gli aggiornamenti dell’impresa

NUORO. «La montagna sullo sfondo è l’Everest». Sono le parole postate su Facebook nel primo pomeriggio di ieri da Angelo Lobina, il primo sardo a tentare la scalata della vetta più alta del mondo con i suoi 8848 metri, sesta tappa del progetto Seven Summits che l’alpinista nuorese sta portando a termine. Il volto un po’ sofferente per via del freddo (in questi giorni la temperatura è attorno ai 20 gradi sotto lo zero) e per un lieve malessere (attualmente Angelo è sotto antibiotici per un’infezione intestinale), ma comunque soddisfatto della meta che giorno dopo giorno si avvicina. Per arrivare alla vetta ci vorranno ancora diversi giorni, infatti Lobina procede di tappa in tappa per dare modo al suo fisico il necessario acclimatamento a quote via via più elevate.

Appena possibile Angelo pubblica foto e testi della sua avventura nella pagina facebook Sardegna 7 Summit. Una cronaca in diretta o quasi di un’impresa che il 55enne commerciante nuorese spera di portare a termine con successo e per la quale si è preparato da diversi mesi. Nei giorni scorsi ha raggiunto il picco Lobuke, a 6119 metri. «Siamo felici – scrive Angelo che sta affrontando la scalata con altri due italiani e un giapponese – la salita di una montagna non è mai scontata e anche oggi c'è stato chi suo malgrado ha dovuto rinunciare. Il nostro pensiero ora è rivolto al vero obiettivo, la montagna più alta del mondo, L'Everest».

Una scalata tutt’altro che facile: «La quota si fa sentire, le gambe sembrano di legno e non vogliono saperne di rispondere ai comandi. Finalmente dopo un'infinità di volte aver pensato che il cuore mi sarebbe scoppiato vedo la figura di Luciano, che mi precede, rivolta verso di me con i pollici alzati... siamo in cima». Domani Angelo e compagni si recheranno al Campo 1, che si trova oltre quota cinquemila metri. È da qui che comincia la scalata vera e propria verso la vetta più alta del mondo.

Lo scalatore ha lasciato Nuoro alla volta del Nepal il 26 marzo scorso. L'impresa richiede molto tempo, perché una volta sul posto Lobina deve gradualmente acclimatarsi alle diverse altezze della montagna. «La scalata dell'Himalaya comporta una spedizione della durata di due mesi, necessari per abituarsi pian piano, a varie altezze, alla quota via via crescente, e nel contempo riuscire a portare sempre più in alto il campo, in modo da arrivare al cosiddetto campo quattro, a ottomila metri, dal quale si ha la vetta a tiro. Da quel momento, con i miei due compagni contiamo di arrivare in vetta in un periodo dalle 16 alle 22 ore, per poi ridiscendere a quota ottomila».

Dopo, l'impresa è tutta in discesa, letteralmente: «In tre giorni si torna al campo base a 5400metri e dunque verso il punto di partenza. In realtà

noi, che scaleremo dal versante nepalese, contiamo di allestire il nostro campo base a seimila metri, in modo da evitare di percorrere più volte una parte considerata molto pericolosa, dove si verificano numerosi incidenti, dovuti a crolli, valanghe, crepacci che si aprono». (p.me.)

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