Il porto e il campo da golf? «Opere di pubblica utilità»

Parla l’ingegnere che propone il project financing appoggiato dal Comune «Creerà posti di lavoro e servizi per tutti. I terreni privati saranno espropriati»

OROSEI. Il porto con il campo da golf a 27 buche e l’annesso hotel 5 stelle? Opere di pubblica utilità, anche se finanziate con fondi privati, e come tali destinate a ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, superando norme di tutela che sembrano invalicabili come fortezze. Ne è convinto Giovanni Manconi, ingegnere sassarese e titolare della Waterfront Development Lybissonis srl, la società che in questi giorni fa parlare di sé per un’altra proposta molto discussa, un tunnel sottomarino tra Palau e La Maddalena. Manconi è anche il promotore del progetto fatto proprio dalla giunta di Orosei, che si sviluppa su un’area di oltre 150 ettari nella costa a nord del paese, poco dopo la foce del Cedrino a Santa Maria ’e mare.

A che stadio è la vostra proposta, ingegnere?

«Stiamo concludendo gli elaborati e lavoriamo al business plan, a breve lo presenteremo al consiglio comunale per l’approvazione».

Si è parlato di un investimento complessivo di cento milioni di euro. Come pensate di reperirli?

«È un project financing, dove il privato propone opere pubbliche candidandosi a gestirle per un arco di tempo definito, nel caso che ci riguarda 25 anni, dopo il quale tutto diventa di proprietà dell'amministrazione pubblica. Generalmente i fondi sono tutti privati, ma a Orosei la giunta vuole entrare in compartecipazione».

Il Comune metterebbe dai 7 ai 9 milioni, finanziati dalla Regione. E gli altri 91?

«La cosa più facile oggi è trovare i soldi per progetti di questo tipo. Sa cos’è difficile? Avere l'idea e soprattutto le autorizzazioni. I soldi arriveranno da un fondo d'investimento, che verrà selezionato tramite una gara pubblica, che raccoglierà i denari degli imprenditori interessati alla realizzazione e alla gestione».

Chi sono gli imprenditori sardi interessati e quali le imprese coinvolte? Si è parlato dei Molinas di Calangianus e delle imprese che fanno capo a Peppino Angius di Sassari e Simon Pietro Salini di Roma. E i Loi di Orosei che fanno?

«I Loi preferiscono non farne parte, anche per evitare polemiche locali. Ma sono consapevoli del volano che costituirebbe per il territorio».

Ne starebbero fuori anche perché Antonello Loi, esponente della famiglia di imprenditori, è vice sindaco e assessore all’urbanistica di Orosei. Giusto per sgombrare il campo, è vero che molti terreni interessati dal progetto sono di loro proprietà?

«Posso assicurarle che non possiedono neppure un millimetro quadro nell’area di cui si parla».

Area in cui il Piano urbanistico comunale di Orosei prevede una zona agricola, tutelata per di più dai Piani paesistici regionali, per non parlare del Piano dei porti che a Orosei non prevede nulla. Come farete ad aggirare tutti questi ostacoli?

«Una volta che la proposta del privato viene valutata di pubblica utilità dal Comune, diventa un'opera pubblica a tutti gli effetti e come tale è uno strumento di variante a tutti i piani, che certo andranno modificati. Non aggira la legge urbanistica perché ne supera gli effetti. Lei pensi al progetto come se fosse un ospedale».

Ci provo, ma vedo un albergo di lusso e un campo da golf di oltre 150 ettari. Un hotel 5 stelle non è un ospedale».

«Ma è un servizio pubblico».

Diciamo per un certo pubblico, che può permetterselo.

«Be', certo lo è per chi ci può andare. Ma è pubblico per i 250 dipendenti che creerà, per l'indotto che avrà consumando prodotti tipici sardi, è pubblico nel momento in cui io faccio servizi aperti alla collettività: centri sportivi, centri benessere, ristoranti. Un porto con campo da golf e albergo significa lavorare tutto l'anno».

Nella planimetria del progetto si nota anche un’area di edilizia residenziale, case per privati insomma. Vale lo stesso discorso?

«Se si fa la variante al piano, perché no?, la pubblica utilità lo consente».

Si parla

di un’ottantina di proprietari nell’area interessata. Come li convincerete a vendere?

«Se il progetto è considerato di pubblica utilità, l’esproprio è conseguente. Il Comune lo dispone, noi paghiamo il conto economico. Fra l’altro ci sono molte case abusive, risolveremo un problema».

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