Lanusei, la chiusura del carcere «Il ministro faccia chiarezza»

Il consigliere regionale Franco Sabatini (Pd) sollecita il titolare della Giustizia Andrea Orlando «È una ipotesi sufficientemente grave che necessita di un intervento immediato e forte»

LANUSEI. Sia che si tratti di chiudere il carcere di Lanusei, di ristrutturarlo o di perseguire l’ipotesi, a oggi del tutto fumosa, di realizzare un nuovo istituto penitenziario ad Elini, l’importante è che il Governo prenda posizione sull’ingarbugliata vicenda. Tutti invocano chiarezza, a partire dall’unico consigliere regionale ogliastrino, l’esponente del Partito democratico Franco Sabatini. Che sull’onda della dura presa di posizione del sindaco, Davide Ferreli, e del presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati, Gianni Carrus, ammette la mancanza di chiarezza da parte del Ministero su una questione delicata e preannuncia battaglia. «La notizia ha destato forti preoccupazioni sul territorio, facendo temere il peggio, ossia la chiusura del presidio carcerario di Lanusei. Questa ipotesi, anche se al momento semplice congettura e priva di riscontro concreto, è comunque sufficientemente grave e necessita di un intervento immediato e forte» commenta Sabatini. Se infatti a parole i più stretti collaboratori del ministro della Giustizia Andrea Orlando hanno rassicurato amministratori locali e avvocati sul fatto che la casa circondariale non sarebbe stata chiusa, nei fatti si prosegue con quello che appare un vero e proprio smantellamento.

La comunicazione ministeriale lascia poco spazio alle interpretazioni: i finanziamenti stanziati per la ristrutturazione dei locali dell’ex convento adibito a carcere sono stati bloccati. Non potranno essere utilizzati perché la struttura è oggetto di “probabile dismissione”, e questo agli occhi dei più rappresenta l’anticamera della chiusura. Che la paura non sia del tutto immotivata lo si intuisce anche dalla reazione di Sabatini. «Ci siamo già attivati tramite il senatore Giuseppe Luigi Cucca per avere le delucidazioni del caso. Dal canto nostro metteremo in campo tutti gli strumenti per scongiurare qualunque rischio di chiusura o dimensionamento» prosegue il consigliere che ha già predisposto una interrogazione urgente per richiedere alla Giunta regionale di avviare con Governo le interlocuzioni necessarie. Sempre tramite Cucca, inoltre, sarà presentata una interrogazione urgente sia alla Camera che al Senato per avere chiarimenti. L’ultima spiaggia è, infine quella dell’incontro con Orlando per discutere «direttamente con lui, nei prossimi giorni, della questione». Che il San Daniele presenti grossi problemi strutturali è un dato di fatto, così come è innegabile che, qualsiasi riferimento alla possibile

chiusura del penitenziario di Lanusei basti, da solo, a far fibrillare l’opinione pubblica ogliastrina, già sensibilizzata dai tentativi, sinora andati a vuoto, di tagli ai servizi essenziali imputabili a piani di riorganizzazione statali e regionali. La parola passa ora al ministro Orlando.

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