Sotto esame gli incarichi a Metassociati

L’amministratore Gianni Mura agli arresti domiciliari per un mese. Al centro delle indagini il progetto dell’inceneritore

NUORO. Sono almeno tre gli appalti di progettazione finiti nell’inchiesta della procura della Repubblica di Oristano, che ha già portato a numerose perquisizioni in studi professionali e uffici tecnici comunali, insieme con sei avvisi di garanzia e una misura cautelare nei confronti del principale indagato, l’ingegnere di Macomer Gianni Mura, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari per un periodo di 30 giorni. Mura, ex presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, è un professionista notissimo in Sardegna, dove opera in particolare nella progettazione di opere pubbliche. È l’amministratore unico di Metassociati, società di ingegneria con sede legale a Macomer e studi a Cagliari e Bologna.

Gli appalti a Siniscola. Nell’inchiesta vengono ipotizzati i reati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, corruzione e frode in pubbliche forniture. Lo strettissimo riserbo degli inquirenti non aiuta a comprendere quali siano gli appalti finiti nel mirino degli inverstigatori, se non per via induttiva sulla base delle perquisizioni effettuate da carabinieri e polizia. Perquisizioni che hanno riguardato uffici pubblici e abitazioni private a Macomer, Nuoro e Siniscola. In quest’ultimo centro, per esempio, il vice sindaco Marco Fadda è stato sentito dagli investigatori in merito ai rapporti con l’ingegnere Mura. Fadda, anche lui ingegnere, in carica da poco meno di un anno, avrebbe detto di non aver mai avuto rapporti di natura professionale con il collega di Macomer, che negli anni scorsi ha firmato il piano urbanistico di Siniscola e il Pul, il piano di utilizzo del litorale. Come spiega il legale del vice sindaco, l’avvocato Claudio Conteddu, l’unico contatto tra i due professionisti sarebbe avvenuto di recente, quando la giunta Farris ha deciso di modificare il Puc e ha girato il quesito al suo progettista. Gli investigatori hanno cercato il riscontro delle comunicazioni nei computer e nel cellulare in uso a Fadda, assessore ai Lavori pubblici.

L’altra perquisizione effettuata a Siniscola avrebbe interessato un altro ingegnere, Efisio Pau, responsabile dell’ufficio tecnico comunale. Qui gli investigatori hanno concentrato il loro interesse in particolare su un appalto degli anni scorsi, assegnato alla Metassociati di Mura, la riqualificazione della borgata di Santa Lucia. I lavori, costati intorno ai due milioni e mezzo, sono stati conclusi da un paio d’anni. Sotto i riflettori sarebbe finito anche il porto della Caletta. Il Comune di Siniscola, insieme con Confindustria, ha presentato una scheda per la richiesta di un finanziamento nell’ambito del piano di rilancio del Nuorese. Scheda la cui stesura sarebbe stata affidata proprio a Metassociati dalla precedente amministrazione: ma si tratta appunto di una scheda, e non di un incarico di progettazione, dunque il vero obiettivo dell’inchiesta dovrebbe essere, almeno a Siniscola, la riqualificazione di Santa Lucia.

Il museo della ceramica. Da Santa Lucia a Nuoro, dove lo scorso anno è stata conclusa l’opera di restauro della Casa Chironi, destinata a museo della ceramica. Nell’associazione temporanea di imprese che si era aggiudicata la progettazione figura la Metassociati, ma anche l’architetto oranese Franco Niffoi, anche lui molto attivo soprattutto negli anni scorsi sul fronte delle opere pubbliche, il cui studio è stato perquisito su ordine della magistratura di Oristano. Sempre a Nuoro, infine, Metassociati sta partecipando al bando di gara (ancora aperto: deve essere nominata la commissione aggiudicatrice) per la messa in sicurezza della galleria di Mughina. Per quest’opera la Regione ha garantito un finanziamento di due milioni.

L’inceneritore. Ultima, ma certo non per importanza nell’ambito dell’inchiesta, c’è Macomer, dove sono stati perquisiti uffici e abitazioni di altri due ingegneri. Si tratta di Mario Rubattu, direttore del Consorzio per la zona industriale e amministratore unico della Tossilo spa, la società proprietaria dell’inceneritore; Alessandro Naitana, dirigente dell’ufficio tecnico comunale di Macomer, competente per l’autorizzazione al cosiddetto revamping del termovalorizzatore di Tossilo, in realtà un nuovo megaimpianto che costerà alle casse statali e regionali almeno venti milioni di euro. Un anno fa la progettazione è stata aggiudicata alla “costituenda” associazione di imprese dello Studio Dell'Acqua Bellavitis di Milano con la Metassociati di Macomer, che aveva presentato

un’offerta al ribasso del 28% sull’importo a base d’asta di un milione 215mila euro (dunque riceveranno una parcella attorno agli 900mila euro). A ben guardare il cuore dell’inchiesta della procura di Oristano forse è proprio qui, in uno dei progetti più contestati degli ultimi anni.

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