Nuoro, la denuncia dei residenti: «L’Ortobene è una miccia pronta a innescare roghi» 

Un esposto alla Procura sulla presenza di cumuli di tronchi, rami e sterpaglie Sono frutto dei danni della nevicata di gennaio. Il Comune: presto la bonifica

NUORO. Il Monte Ortobene? Una polveriera pronta a esplodere, una miccia che aspetta soltanto di essere accesa, denunciano i pochi residenti dell’oasi naturalistica e coloro che qui lavorano nella speranza di rivitalizzare uno spazio spesso dimenticato o trascurato. Il problema di questa potenziale fonte di incendi è il frutto del disastro provocato dalla nevicata di gennaio, quando la tormenta e la quantità di neve che perdurò per diversi giorni causarono danni ingenti alle piante e alla vegetazione, spezzando rami e tronchi un po’ ovunque.

A quasi cinque mesi di distanza, i resti di quella devastazione sono ancora lì, non tutti per la verità, perché in un primo tempo la zona maggiormente colpita, lungo la strada comunale di Sedda Ortai, era inagibile proprio per la presenza di rami e tronchi e di massi precipitati nella carreggiata. Comune e azienda forestale avevano provveduto alla rimozione, ripristinando il traffico, ma a tutt’oggi la bonifica non è stata completata, come è facile appurare percorrendo la strada. Anzi, molto del materiale raccolto nella prima fase della bonifica è stato pericolosamente accumulato ai lati della strada e non è mai stato rimosso o messo in sicurezza.

Il rischio di incendi c’è, ed è sotto gli occhi di tutti, al punto che, a nome dei residenti nell’Ortobene, Ciriaco Offeddu, manager che vive tra Nuoro e Hong Kong, molto attivo nella salvaguardia del Monte per definizione dei nuoresi, ieri ha presentato un esposto alla procura della Repubblica corredato di numerose foto che testimoniano la gravità della situazione. Offeddu denuncia che ai bordi della strada comunale di Sedda Ortai, «nel bosco vicino e lungo tutti i sentieri che si dipanano da essa, sono presenti dal gennaio 2017 cumuli di frasche secche, rami secchi e alberi secchi, tagliati e non» e come tutto ciò rappresenta «un carico combustibile iperincendiabile d’immensa portata e costituisce un possibile e immediato innesco, peraltro a portata di mano, per devastanti incendi».

Nell’esposto viene segnalato come la presenza dei cumuli di sterpaglia, rami e tronchi rappresenti un pericolo per la collettività che abita al Monte Ortobene, per i visitatori e turisti, e per lo stesso delicato ambiente nel suo complesso. Offeddu denuncia altre gravi inadempienze sul fronte della prevenzione: «Non esistono cartelli che proibiscano l’accensione di fuochi lungo l’estensione della strada e neanche in vicinanza di fonti, piazzole di sosta, ecc. Il turista ignaro può decidere, come successo il 15 giugno pomeriggio vicino alla fonte di Sa Radichina, di accendere fornellini a gas o quant’altro.

Il paradosso è che nel parco stesso di Sedda Ortai sono stati predisposti i barbecue (ora vicini a mucchi di frasche combustibili): anche qui non è presente alcun cartello di divieto di uso nei mesi estivi». Esponendo il caso alla procura della Repubblica, Offeddu avanza anche un dubbio, e cioè che «la mancata eliminazione di questo carico combustibile e di questi inneschi, oltre che violazione degli obblighi gravanti sul Custode, potrebbe costituire anche illecito omissivo e penale rispetto alla normativa regionale antincendio, che chiedo venga verificata».

Interpellato dalla Nuova Sardegna, l’assessore all’Ambiente Giuliano Sanna dice di essere pienamente cosciente

della gravità della situazione e ricorda come le nevicate di gennaio siano state un evento straordinario. E annuncia l’avvio di una prima fase di bonifiche, di concerto l’azienda Forestas, già dalla prossima settimana. «Era già stato programmato», dice l’assessore Sanna.
 

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