Camera di commercio in trincea
L’autonomia a rischio, ente in fibrillazione dopo le procedure di accorpamento di Cagliari e Oristano
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NUORO. «La Camera di commercio di Nuoro conferma la volontà del mantenimento della propria autonomia, non solo perché questo status è consentito dalla normativa, come Sondrio, ma anche e soprattutto perché, come si può rilevare dalla documentazione in possessso del ministero, è tra le prime sei Camere di commercio d’Italia, dopo Brescia, Napoli, Bergamo, Brianza e Milano, per efficienza di gestione nel rapporto ricavi-costi». Questa la tesi sostenuta dal direttivo camerale nuorese e portata dal presidente Agostino Cicalò all’attenzione di Unioncamere nazionale. Una presa di posizione decisa dopo i movimenti in atto per l’accorpamento della Camera di commercio di Oristano con quella di Cagliari. «Sapevamo come nuoresi di avere nemici a Cagliari. Conoscevamo anche le tante trappole degli alfieri del cagliaricentrismo che con tante rimasticate scuse stanno facendo della Sardegna un piano inclinato dove tutto, ma proprio tutto: dalle risorse economiche ai servizi sta scivolando verso Sud – ha tuonato il consigliere regionale Luigi Crisponi –. Però non sapevamo che anche il mondo delle imprese cagliaritane non amasse Nuoro: la riprova è arrivata dalla Camera di commercio cagliaritana pronta a fare un sol boccone di quella oristanese e che contesta il tentativo di Nuoro di mantenere l’autonomia».
«Ma c’è una normativa che prevede esplicitamente la possibilità di mantenere le Camere di commercio, anche con meno di 75mila imprese, nei territori montani delle regioni insulari privi di adeguate infrastrutture e collegamenti pubblici stradali e ferroviari – ha aggiunto Agostino Cicalò, ribadendo la linea del direttivo –. E la Camera di commercio di Nuoro soddisfa queste condizioni. Auspichiamo che il Governo riconosca le caratteristiche di Nuoro e Sassari – ha concluso il presidente – le cui autonomie possono affiancarsi alla nuova entità che sarà frutto dell’accorpamento delle Camere di commercio di Cagliari e Oristano».
La situazione è molto delicata. Nuoro rischia di perdere la Camera di commercio, nonostante la battaglia sostenuta dai vari politici del territorio e in particolare dal senatore del Pd, Giuseppe Luigi Cucca, e dal deputato Roberto Capelli. Unioncamere avrebbe presentato al ministero dello Sviluppo economico una proposta modificata rispetto a quella bocciata durante la Conferenza Stato-Regioni, ma non per quanto riguarda la Sardegna. Il presidente Cicalò ribadirà la specificità del territorio, tesi che è stata riconosciuta per la conferma di Sondrio, ma difficilmente potrà essere accolta anche alla luce dell’accorpamento in corso tra Cagliari e Oristano. La battaglia continuerà anche con la richiesta di intervento del presidente della Regione, che era già intervenuto con il ministro Calenda, ma le possibilità sono ridotte al lumicino. L’accorpamento con Sassari sembra sempre più probabile. (plp)
«Ma c’è una normativa che prevede esplicitamente la possibilità di mantenere le Camere di commercio, anche con meno di 75mila imprese, nei territori montani delle regioni insulari privi di adeguate infrastrutture e collegamenti pubblici stradali e ferroviari – ha aggiunto Agostino Cicalò, ribadendo la linea del direttivo –. E la Camera di commercio di Nuoro soddisfa queste condizioni. Auspichiamo che il Governo riconosca le caratteristiche di Nuoro e Sassari – ha concluso il presidente – le cui autonomie possono affiancarsi alla nuova entità che sarà frutto dell’accorpamento delle Camere di commercio di Cagliari e Oristano».
La situazione è molto delicata. Nuoro rischia di perdere la Camera di commercio, nonostante la battaglia sostenuta dai vari politici del territorio e in particolare dal senatore del Pd, Giuseppe Luigi Cucca, e dal deputato Roberto Capelli. Unioncamere avrebbe presentato al ministero dello Sviluppo economico una proposta modificata rispetto a quella bocciata durante la Conferenza Stato-Regioni, ma non per quanto riguarda la Sardegna. Il presidente Cicalò ribadirà la specificità del territorio, tesi che è stata riconosciuta per la conferma di Sondrio, ma difficilmente potrà essere accolta anche alla luce dell’accorpamento in corso tra Cagliari e Oristano. La battaglia continuerà anche con la richiesta di intervento del presidente della Regione, che era già intervenuto con il ministro Calenda, ma le possibilità sono ridotte al lumicino. L’accorpamento con Sassari sembra sempre più probabile. (plp)
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