La Nuova Sardegna

Nuoro

Trentanove milioni per le periferie

di Francesco Pirisi
Trentanove milioni per le periferie

Stanno per partire i bandi del Comune per sistemare diverse zone della città. Sono previsti 22 interventi di rilancio

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NUORO. Partiranno a breve i bandi del Comune nel progetto per l’integrazione delle periferie col centro della città. Previsti 22 interventi che riguarderanno gli aspetti ambientali, culturali e commerciali. L’opera può contare su un finanziamento di 39 milioni di euro, stanziato a giugno dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Tre anni sono il tempo dato all’amministrazione civica guidata dal sindaco Andrea Soddu per progettare e portare a conclusione gli interventi.

Lo studio nel novembre scorso è stato presentato alla Triennale di Milano, nel ambito dell’UrbanPromo, dell’Istituto nazionale di urbanistica, che l’ha valutato come il migliore tra i piani presentati dalla Sardegna. Nel programma di rilancio della città, in quelli che sono gli elementi della socialità e della stessa economia, entra anche il progetto per il potenziamento del polo universitario.

Prevista una nuova branca di studio umanistica (accanto a quelle ambientale e giuridica), grazie ai finanziamenti per l’area vasta nell’ambito del progetto di rilancio del Nuorese, gestito dalla Regione e sostenuto con i fondi strutturali dell’Unione europea.

Undici milioni di euro disponibili che il Comune capoluogo insieme alla Provincia hanno deciso di concentrare sull’attività accademica. Il nuovo corso di laurea sarà legato alla tematica dei cammini, religiosi e turistici, di questi tempi diffusi e praticati nel vecchio continente.

Nel caso nuorese, il mandato dato al corso didattico è di ricostruire il tracciato, con la storia e i valori a esso connessi, dell’itinerario Antoniniano, presente nell’isola nel secondo secolo dopo Cristo, durante la dominazione dei Romani, con partenze e arrivi a Olbia e Cagliari, e passaggio in Barbagia.

Sull’iniziativa complessiva, certezze e previsioni nelle parole di Soddu: «L’opera complessiva è importante e credo sarà in grado di aprire scenari nuovi a Nuoro, anche per rilanciarne il ruolo di capoluogo e riferimento della Sardegna centrale»

«Le risorse – continua Soddu – sono adeguate. Complessivamente parliamo di 50 milioni di euro, da utilizzare in pochi anni. Vanno aggiunti i 5 milioni impegnati dalla Regione per la valorizzare il potenziale turistico del monte Ortobene, anche attraverso collegamenti con le oasi naturalistiche di Su Sercone e Tepilora».

La ristrutturazione urbana a Nuoro si fonda su alcuni settori e temi d’intervento, con servizi e impianti per lo sport e il benessere fisico, l’ambiente e il verde pubblico e, buon’ultimi, il sapere e la cultura. Nello specifico, alberi e siepi dovranno disegnare un percorso verde dalla montagna ai piedi della città alle periferie. Nell’ex Artiglieria alcuni impianti sportivi, di rango federale, pensati anch’essi come il centro di una rete di strutture e spazi per lo sport presenti nei quartieri cittadini.

Tra le vecchie caserme di viale Sardegna anche una parte ritagliata per gli alloggi degli universitari forestieri, con il recupero in parte della destinazione per il campus in auge nei piani delle precedenti amministrazioni municipali. Per l’antico mulino dell’impresa Gallisai, la giunta guidata dal sindaco Andrea Soddu mantiene invece per intero la scelta dell’impiego come sede dell’università. Vi saranno alloggiati i laboratori dell’attività di ricerca: «Un utilizzo con al centro la parola e il concetto di innovazione, come in continuità col ruolo svolto da quello stabile nel principio del ‘900, con gli impianti per la macinazione e la centrale elettrica che forniva l’energia alla città e ai comuni del circondario», sono le motivazioni illustrate da Soddu proprio durante gli ultimi incontri della cabina di regia del progetto-Nuorese.

Dunque, anche per la cultura si tratta di un presidio pensato per essere di eccellenza alla testa della linea dove gli altri punti saranno i musei, le piazze-monumento, gli edifici di maggior pregio. Una storia cittadina, in quelli che sono stati gli sviluppi urbanistici e sociali, da srotolare e riconfezionare dopo gli aggiustamenti, è il piano dell’amministrazione comunale.

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