Da oggi biblioteche chiuse in 12 paesi della provincia

In fumo tredici posti di lavoro e 350mila euro di finanziamenti regionali Il sindaco di Meana Sardo: «I lavoratori della coop non avevano i requisiti»

NUORO. Oggi chiudono i battenti le biblioteche comunali della Barbagia e del Mandrolisai. In 12 piccoli comuni (Aritzo, Atzara, Austis, Belvì, Desulo, Gadoni, Meana Sardo, Ortueri, Sorgono, Teti, Tiana e Tonara) non si potrà più andare nelle sale per leggere un libro o per scambiarsi i consigli sul prossimo libro da acquistare.

«Sono molto dispiaciuto, ma non si poteva fare altro», si giustifica Angelo Nocco, sindaco di Meana Sardo e presidente della Comunità montana Barbagia-Mandrolisai, l’ente che gestisce il sistema bibliotecario dei paesi dell’interno. «Qualche mese fa abbiamo bandito la gara d’appalto per affidare la gestione in forma associata delle biblioteche comunali – spiega il sindaco – Ad aggiudicarsi la gara è stata la Cooperativa dei servizi bibliotecari di Nuoro. Al momento della produzione dei documenti si è scoperto, però, che molti lavoratori non possedevano i requisiti richiesti dal bando e il funzionario responsabile del procedimento ha deciso per la decadenza della gara. Ora se ne dovrà bandire un’altra, al più presto. Non avremmo voluto arrivare a questo punto, ci dispiace molto anche per i 13 lavoratori che da oggi, purtroppo, rimangono senza lavoro, ma non c’era altra soluzione». I tredici lavoratori sono gli stessi che hanno garantito, fino a ieri, l’apertura delle biblioteche comunali: il servizio, infatti, era affidato in proroga proprio alla cooperativa di Nuoro, da più di 20 anni. «Ma ora la normativa è cambiata e per ricoprire quella posizione è necessario avere la qualifica regionale di bibliotecario», fanno sapere dall’Unione dei comuni. «È una vergogna – protesta Patrizia Satta, presidente della cooperativa servizi bibliotecari – Ci hanno escluso da una gara che abbiamo legittimamente vinto senza tenere conto che così andranno persi 13 posti di lavoro e 350mila euro di finanziamenti regionali».

Una ferita profonda per il territorio. Spesso, infatti, nei piccoli comuni le biblioteche sono microcosmi che i bibliotecari
riescono a trasformare in spazi vitali di incontro e di socializzazione. «Non sono uno di quelli che dice che con la cultura non si mangia – precisa il sindaco Nocco – So bene che questi spazi sono il migliore investimento per il futuro, ma la legge va rispettata». (g.z.)

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