Lanusei, 2500 in piazza contro i tagli alla sanità

Nel lungo corteo c’erano anche sindaci e rappresentanti di 22 Comuni ogliastrini «Chiediamo il “primo livello” per l’ospedale. Diciamo No alla riforma regionale»

LANUSEI. «Primo livello per l'ospedale di Lanusei»: le parole risuonate a Lanusei sono state molto più di uno slogan riuscito, sono riuscite ad interpretare con un'unica voce la volontà del territorio ogliastrino di difendere a spada tratta il presidio messo a rischio dalla Riforma regionale della rete ospedaliera. L'Ogliastra ha risposto, ancora una volta, con numeri importanti. Oltre 2500 persone sono scese in piazza ieri mattina: all'appello lanciato dal comitato civico “Giù le mani dall'Ogliastra” non mancava proprio nessuno. C'erano tutti i sindaci, le associazioni di pubblica assistenza e dei malati, Avis e Unitalsi ed ancora i segretari di Cgil, Cisl e Uil. E soprattutto c'erano tanti cittadini. Puntuali, i manifestanti si sono dati appuntamento alle 10.30 di fronte al Tribunale, un altro dei luoghi simbolo della lotta dell'Ogliastra contro la politica dei tagli, e hanno sfilato lungo le vie della cittadina tra le serrande abbassate. Un corteo variopinto e rumoroso aperto dal suoni delle sirene delle ambulanze del soccorso. Subito dopo i bambini con i cartelli dei 22 comuni, i sindaci in fascia tricolore e i manifesti con l'unica perentoria richiesta.

Tra amministratori , mamme con i pargoli, disabili in carrozzina e ragazzini vocianti non mancava davvero nessuno. Anche qualche ospite arrivato da altri territori per sostenere la causa ogliastrina come il sindaco di Escalaplano, Marco Lampis (Pd), e il consigliere regionale e vice presidente della Commissione sanità Edoardo Tocco (Fi). Il primo per affermare un principio importante e cioè che «la lotta allo spopolamento passa per la battaglia difesa dei servizi», il secondo per preannunciare «il voto favorevole all'emendamento sul primo livello che verrà presentato dal collega ogliastrino Franco Sabatini». C'era anche Loredana Ibba, giovane mamma di Ilbono con le due bambine. «Non potevo mancare, - spiega - perché credo sia un mio diritto avere una sanità efficiente e sia mio un dovere da cittadina chiederlo». Il corteo è arrivato all'ospedale. E qui i concetti che stanno alla base delle richieste sono stati ripresi negli interventi di uno degli organizzatori, Adriano Micheli, del sindaco di Lanusei, Davide Burchi, dell'ex amministratore Asl Attilio Murru, di Gianni Carrus, portavoce del comitato e di Roberto Uda, vicepresidente della conferenza sociosanitaria e rappresentante ogliastrino del Cal. Tutti insieme per scongiurare la possibilità che l'unico ospedale di
quella che fu la provincia dell'Ogliastra possa essere ridotto al rango di una succursale. Il suo futuro rimane un nodo da sciogliere e nell'accordo sulla riorganizzazione delle rete ospedaliera che, a Cagliari, attende l'imprimatur dell'aula di via Roma ci potrebbero essere ancora spazi.

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