«Insegnanti ambulanti»: la denuncia del sindacato

La Gilda: «Troppi docenti nel Nuorese costretti a dividersi tra distanze assurde» «Quest’anno c’è persino chi dovrà fare lezioni a Desulo, Orosei, Aritzo e Gadoni»

NUORO. C’è chi, per conquistare i sudati 1300 euro di stipendio da insegnante, da adesso fino a giugno sarà costretto a spostarsi come una trottola tra paesi che non sono esattamente confinanti, né sono collegati dall’autostrada del sole, ma più spesso da tornanti tortuosi, popolati da animali, e a prova di stomaco. Un’ora di lezione a Desulo, quattro ore a Orosei, poi di nuovo ad Aritzo, senza farsi mancare nemmeno qualche ora di insegnamento a Gadoni. È il complicato destino di tanti docenti di ruolo che dall’anno scolastico che sta per cominciare saranno, come spiega il sindacato Gilda, le nuove vittime di un sistema nefasto figlio della legge nazionale sulla “buona scuola”.

Il fatto è che, come spiega la vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre, «da quest’anno scolastico anche quel territorio vastissimo e spesso difficile da raggiungere quale è la provincia di Nuoro, è diventato un solo “ambito” scolastico. Mentre fino all’anno scorso le ore di insegnamento assegnate ai docenti dovevano essere in scuole vicine o di paesi facilmente raggiungibili, da quest’anno c’è un unico ambito e non esiste più l’obbligo della vicinanza. Significa che un insegnante, all’interno di quell’ambito, può essere mandato dappertutto. Una cosa assurda: hanno eliminato anche i comuni, è stato uno dei motivi per i quali non abbiamo firmato il contratto. Ma siamo pronti a continuare la battaglia: in provincia di Nuoro servono due ambiti almeno».

Per ora, tuttavia, le cosiddette “Coe” – un acronimo che sta per cattedre orario esterne – anche nel Nuorese se ne contano a decine e stanno mettendo in croce, anche solo al pensiero, altrettanti insegnanti di ruolo. Qualche esempio tratto dalla dura realtà. In provincia di Nuoro per l’anno scolastico che sta cominciando, tra il folto gruppo di docenti di ruolo c’è anche un insegnante di scienze alle scuole superiori che in teoria dovrebbe fare 17 ore di insegnamento a Sorgono e una a Siniscola. C’è anche un docente di educazione tecnica alle scuole medie che, girando come una trottola, si dovrebbe dividere tra alcune ore di lezione a Desulo, altre ad Aritzo e Gadoni – che fanno parte dello stesso istituto comprensivo – altre quattro ore, infine, a Orosei. Giusto dietro l’angolo. Ma gli esempi di “Coe” ovvero cattedre orario esterne, non finiscono qua. Nel Nuorese, infatti, esiste anche un docente che per questo anno scolastico dovrebbe insegnare alcune ore a Tonara, altre a Teti, altre ancora ad Austis e a Posada. In sostanza, dovrebbe girare veloce come una trottola.

«La legge – spiega il coordinatore regionale della Gilda, Gianfranco Meloni – ha di fatto introdotto la figura dell’insegnante “ambulante”. Secondo le storture di questo sistema i nostri docenti trascorreranno gran parte dell’anno a viaggiare da un paese all’altro perché mai come quest’anno si sono moltiplicate le cattedre esterne. La nozione di “ambito territoriale”, valida forse per altre realtà come Milano o Roma, da noi ha partorito cattedre come Desulo-Gadoni-Orosei, Torpè-Sorgono-Orani e Siniscola. Luoghi distanti e davvero difficili da gestire insieme, per gli insegnanti».

«Oltretutto – aggiunge la sindacalista Maria Domenica Di Patre – bisogna considerare che gli insegnanti con queste cattedre non devono solo dividersi tra i vari paesi per le ore di lezione, ma anche per le riunioni annesse. E poi bisogna considerare anche il costo della benzina, la macchina, i rischi legati al viaggio, soprattutto in strade come quelle dell’interno, per non parlare poi dell’inverno e di quando cade la neve. Molti docenti, insomma, sono costretti a fare gli ambulanti. Come Gilda ci siamo battuti fino all’ultimo contro
questo sistema di gestione che non tiene conto in alcun modo nemmeno delle peculiarità di un territorio come quello nuorese. Da noi tenere un solo “ambito” non è pensabile e crea tante difficoltà ai docenti:di ambiti da noi ne servirebbero almeno due, come stiamo chiedendo da tempo».

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