«Quirra? Una discarica militare»

Lanusei, al processo sui veleni per le esercitazioni la testimonianza dei ranger del corpo forestale

LANUSEI. Bossoli deformati e schegge metalliche disseminate nella aree ad alta intensità militare, crateri e fosse utilizzate per smaltire munizioni e ordigni obsoleti. Insomma una discarica di materiale militare a cielo aperto da Is Pibiris a Monte Cardiga. Le indagini della Procura della repubblica di Lanusei sul presunto inquinamento ambientale del Poligono di Quirra portarono il Corpo forestale della Regione a una serie di ispezioni nel perimetro della base militare a cavallo tra Sarrabus e Ogliastra.

La fotografia di un territorio devastato dalle esercitazioni militari e dalle ripetute operazioni di brillamento rivive nella testimonianza dell’ispettore superiore dei ranger, Luigi Lai, chiamato ieri mattina a testimoniare nel corso del processo sui veleni di Quirra. All’epoca dell’apertura delle indagini (2011), il sottufficiale era a capo della stazione forestale di Ulassai e su delega della procura effettuò i primi rilievi sul campo.

La difesa, per bocca dell’avvocato Andrea Chelo, ha cercato di bloccare sul nascere la testimonianza dell’ispettore chiedendo al giudice, Nicole Serra, la sua inammissibilità. Questo perché, all’epoca, l’indagine era ancora a carico di ignoti e gli indagati – tra i quali gli 8 attuali imputati accusati di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni e Carlo Landi e Paolo Ricci, Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon – non erano ancora stati individuati. L'eccezione ha fatto sbottare il pubblico ministero Biagio Mazzeo. «Gli imputati – ha detto il procuratore – si devono difendere nel processo non dal processo».

Il giudice, dopo una lunga camera di consiglio, ha rigettato la richiesta e l’udienza è ripresa con il racconto di Lai. Che ha parlato nel dettaglio dei reperti che, una volta acquisiti, vennero poi inviate al tossicologo dell'università di Cagliari, Pierluigi Caboni, consulente tecnico d’ufficio del Tribunale i in procinto di essere sentito nelle prossime udienze. Incalzato dalle domande dei pubblici ministeri (Daniele Loi e il procuratore Biagio Mazzeo ), ha illustrato il contenuto delle fotografie del materiale repertato e elencato le zone interessate dalle ispezioni. Un'area vasta che andava da Is Scovas s Is Pibiris passando per la zona del Monte Cardiga destinato alle esercitazioni a terra e per la zona torri destinata ai brillamenti di munizionamento e ordigni. Secondo testimone della pubblica accusa, un collega di
Lai, il sovrintendente Andrea Dongiovanni, anche lui all’epoca delle indagini sul campo in forze alla stazione ulassese. Il terzo teste , l'ex militare Antonino Cangemi non si è presentato in aula e il giudice ne ha disposto l’accompagnamento coatto per la prossima udienza, il 4 ottobre.

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