Ollolai, le case a un euro piacciono agli olandesi

Il progetto voluto dal Comune ha fatto colpo su intere famiglie dei Paesi Bassi A scatenare la curiosità è stato un servizio di Eveline Rethmeier su Rtl Nieuws

OLLOLAI. L’età media va dai 40 ai 55 anni, la maggior parte sono coppie senza figli appresso, ma non è raro vedere qualche famigliola con due e tre pargoli al seguito. Paese di provenienza: Olanda. A Ollolai quest’estate, e ancora fino a ieri, si è registrato un flusso continuo di turisti olandesi, curiosi di conoscere il paese, ma ancora di più di capire la situazione del patrimonio immobiliare.

A scatenare questo curioso interesse, si fa presto a capirlo, è stata la giornalista Eveline Rethmeier, inviata in Italia per il notiziario Rtl Nieuws che fa capo al gruppo di emittenti Rtl. È lei che ai primi di giugno, incuriosita dalla ribalta mediatica del progetto Case a un euro, ha voluto raggiungere Ollolai accompagnata dal suo operatore, per fare un servizio da trasmettere sulla Tv per cui lavora.



Due giorni le sono bastati per verificare che a Ollolai il progetto Case a un euro è realtà. «Perchè prima di venire qui – ha spiegato allora nel suo perfetto italiano – ho contattato tutti i sindaci che nello stivale, hanno lanciato l’idea di queste case a un euro, come si evince da numerosi siti che pubblicizzano svariate località. Ma in nessuno di questi si è avuta la realizzazione di questo progetto. E i motivi sono tra i più svariati: non si riesce ad avere la proprietà degli immobili, non si riesce a contattare i proprietari, e mille altre cose. Quando poi ho contattato il sindaco Efisio Arbau, che mi ha confermato che c’erano già due immobili in via di recupero, immediatamente sono voluta venire qua a vedere se era vero».

Ed effettivamente due ruderi godono ora dei lavori di recupero fatti dai nuovi proprietari. Ma non solo: progettisti, imprese e materiale sono locali, perchè, come spiegò Vito Casula, primo acquirente a un euro, che ora sta ultimando la sua casa a due piani in via Eleonora d’Arborea, «era impensabile pensare di portare manodopera da fuori».

E proprio la casa di Casula, così come quella dei due giovani fratelli ollolaesi Cottu, emigrati nel nord Italia per lavoro, ma desiderosi di avere un punto d’appoggio nella loro Ollolai, è stata oggetto del servizio di Eveline assieme a tutto il centro storico, dove di case in stato di abbandono ce ne sono diverse.

«Conosco bene la Sardegna, dal momento che l’ho frequentata per tanti anni – spiegò ancora la Rethmeier – al contrario della maggiorparte dei miei connazionali. Per l’Olanda infatti quest’isola è pressochè sconosciuta. Le agenzie di viaggio propongono destinazioni caraibiche. Ma tanti olandesi, se sapessero della bellezza di queste coste e di questo territorio dell’interno, sono sicura che ne farebbero la loro destinazione di viaggio preferita. E perchè no? Anche la loro residenza se c’è la possibilità di prendere casa».

In effetti, rispetto a vent’anni fa, i salari olandesi sono aumentati, rendendo quindi la vacanza all’estero molto più accessibile a tante famiglie.

«E questa zona della Sardegna, offre proprio l'ideale – continua ancora l'inviata –. L’olandese medio infatti cerca clima e ambiente meditteraneo, sole e ritmi sostenibili, tranquillità insomma. Quello che offre il vostro piccolo paese».

Il servizio è andato in onda il 27 giugno scorso, accompagnato da una diffusione anche sui canali web e immediatamente si è avuto un picco di contatti da parte di olandesi che hanno cercato di avere informazioni tramite la pagina facebook del Comune.

Da lì, complice il passaparola e la facilità di informazioni reperibili in rete, l’interesse per il piccolo paese di Ollolai si è quintuplicato.

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