Dalla Provincia all’assemblea dei sindaci

Il presidente del nuovo ente intermedio sarà votato dai primi cittadini dei 75 Comuni previsti nella perimetrazione

NUORO. L'inizio del 2018 coinciderà con il rinnovo dell'amministrazione provinciale, dopo due anni e mezzo di commissariamento. La scadenza è stata fissata nell’ultima Finanziaria regionale, con la decisione dello slittamento rispetto alla tornata delle amministrative dello scorso maggio. Al voto sindaci e consiglieri e non più i cittadini, così come è avvenuto nel tempo precedente della vita dell’ente, creato nel 1926 dal governo fascista.

Settantacinque i comuni coinvolti, quelli della nuova perimetrazione fatta dalla Regione nell’aprile dell’anno passato, successiva alla soppressione della provincia dell’Ogliastra. Oggi area territoriale omogenea, a cui la legge riserva una quota di rappresentanti. Il voto degli amministratori sarà ponderato, ossia con un valore calcolato in relazione alla popolazione della comunità che rappresentano. Scelte figlie della legge Del Rio (dal nome dell’ex ministro delle Riforme del governo Renzi), divenute concrete dopo il referendum di dicembre 2016, che ha detto “no” alla modifica della Costituzione, compresa l’abrogazione delle Province.

Proprio per via del fatto nuovo determinato dall’esito della consultazione popolare sulla riforma Boschi, la prima scadenza del voto per il nuovo ente di secondo livello era a maggio, in concomitanza con le amministrative. Poi però è scattata la proroga del commissariamento, come ricorda Cristiano Erriu, assessore regionale degli Enti locali e fautore della nuova legge di riordino di enti e funzioni istituzionali: «L’ha deciso il Consiglio regionale, all’interno della legge finanziaria. Personalmente, ero contrario a far slittare la data».

Un altro mezzo anno senza una guida elettiva e l’impossibilità di aprire un vertenza con lo Stato, per restituire alla Provincia i mezzi finanziari per far fronte ai compiti istituzionali. Problema sollevato nei giorni scorsi dal Consigliere regionale Pd, di Nuoro, Roberto Deriu, durante il voto sulla manovra di variazione al bilancio: «È necessario che alle Province siano restituiti i fondi tolti dal governo negli ultimi anni, perché non può continuare a supplire la Regione».

Questo uno tra compiti di avvio del nuovo esecutivo, dove opereranno il presidente e il consiglio provinciale. Quella che era invece nel passato l’assemblea elettiva sarà composta dai 75 sindaci del territorio. L’ente dal dicembre scorso è amministrato da Costantino Tidu, esponente dei democratici nuoresi. Nomina tra i ranghi dei partiti, dopo tre mandati di natura tecnica, affidati da altrettanti funzionari della burocrazia locale e statale: prima Sabina Bullitta, poi Alessandra Pistis e Maria Cristina Madeddu, quest’ultima in carica solo per pochi mesi.

Ora rientra in campo la politica con l'obiettivo di coagulare su un amministratore della propria area di riferimento la guida dell’ente di piazza Italia. Nomi ancora nascosti. Tra i candidati di diritto c’è l’amministratore attuale, Costantino Tidu, che a maggio è tornato alla guida del Comune di Teti, il paese natale, di cui era già stato sindaco negli anni ’80, quando vestiva la casacca del Partito comunista, come diversi esponenti dell'attuale Pd. L’importanza e il peso elettorale dei propri comuni daranno rilievo e centralità, oltre che al primo cittadino di Nuoro, Andrea Soddu, agli amministratori di Macomer, Siniscola, agli stessi municipi di Dorgali, Orosei. I gruppi interni alle unioni dei Comuni potrebbero essere gli altri spazi in cui far nascere delle candidature. Più ancora che negli stessi partiti.

Nel Pd, che vanta l’organizzazione più radicata, sono tante le divisioni interne, che non sembrano avere acquistato nessun punto per la coesione, neppure dopo l’accordo nel 2015 tra le correnti di Giuseppe Luigi Cucca e Roberto Deriu per la segreteria provinciale, affidata a Daniela Forma. Ma i nomi arriveranno anche dalle forze incasellate nel centrodestra. La capacità di penetrazione nel prossimo voto è tuttavia
incerta, visti i precedenti elettorali, sempre per la Provincia, dove la vittoria era andata alle coalizioni di centrosinistra. Ma potranno incidente forse di più le aggregazioni neutre (civiche nei comuni), considerati i responsi delle recenti amministrative, su tutti il caso Nuoro.

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