Migranti, si infiamma la polemica

Macomer, nuovo botta e risposta sul Centro di permanenza tra il sindaco Succu e la minoranza

MACOMER. Il lungo batti e ribatti, ormai quasi quotidiano tra il sindaco e l’intero gruppo di opposizione in consiglio comunale continua e sempre sullo stesso argomento: l’apertura del Centro di permanenza per i rimpatri nell’ex carcere. Da una parte quindi l’esponente del Partito dei sardi e l’amministrazione comunale che guida dal 2013 e dall’altra i cinque consiglieri di minoranza: che chiedono il referendum per l’apertura del Cpr: Riccardo Uda, Federico Castori, Giuseppe Pirisi, Rita Atzori e Giuseppe Ledda. L’ultimo scontro parte da lontano e per la precisione da un consiglio comunale del maggio 2016 quando si cominciò a parlare del problema dell’accoglienza dei migranti.

«Avere chiesto un referendum è stato sufficiente per essere etichettati come razzisti – affermano i consiglieri di minoranza –. Ma le accuse di razzismo pronunciate da un sindaco che ha militato anche nelle fila degli eredi politici di coloro che avevano promulgato le famigerate leggi razziali, più che offensive, appaiono ridicole. Il sindaco che bolla la nostra richiesta di referendum come un modo per cavalcare il vento razzista, di fatto delegittimandolo, è lo stesso Succu che, nella seduta del consiglio del 31 maggio 2016 esordiva “l’ovvia non idoneità della struttura carceraria di Macomer”. Strana razza i sovranisti: strenui referendari in gita a Barcellona, contrari in casa loro. Il sindaco è lo stesso che ieri aderendo alla rete Sprar condivisa unanimamente dal Consiglio, chiosava:”rifuggo da forme di accoglienza come quella che prospettava per il carcere che facilmente può trasformarsi in lager” e ancora “una delle forme di accoglienza che riscuote maggiore approvazione è quella diffusa” e sempre Succu diceva: “Questo accordo potrà evitare l’arrivo in massa di profughi, eviterà progetti calati dall’alto e magari gestiti da cooperative che poco hanno a che fare con il territorio ma che potrebbero avere una specifica attenzione al business più che all’aspetto umanitario”».

«Affermiamo quindi – prosegue l’opposizione – che è il Sindaco ad aver cambiato opinione. La nostra posizione - conclude la nota della minoranza - è chiara: continuiamo ad essere favorevoli allo Sprar».

Pronta la risposta del sindaco di Macomer, Antonio Succu: «Mi accusano – dice il primo cittadino – di aver cambiato opinione ma è qui che la minoranza vuole gabellare i macomeresi utilizzando, in maniera fraudolenta, le mie affermazioni sui Centri di accoglienza straordinaria come se fossero riferite al Centro di permanenza per i rimpatri. Confermo con orgoglio le affermazioni del consigli del maggio 2016 orientate a respingere i Cas che considero ghetti forieri di molteplici problemi. Quando l’ex prefetto di Nuoro, Meloni, mi prospettò l’ipotesi che l’ex carcere venisse
adibito a Cas risposi che nonostante la solidarietà non ritenevo la struttura idonea in quanto non dignitosa per i suoi ospiti e infatti non si fece. Il Cpr non è un Cas – chiude il sindaco Succu –, ma una struttura di detenzione da cui non si può uscire se non scortati».



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