Dorgali, la rivolta degli studenti Bloccati i pullman

I pendolari chiedono all’Arst altre linee e nuovi mezzi «Spesso siamo costretti a viaggiare in piedi fino a Nuoro»

DORGALI. Protesta degli studenti pendolari dorgalesi che ogni giorno si recano in pullman a Nuoro, nei vari istituti scolastici, spesso viaggiando in condizioni disagevoli. Una protesta messa in atto nei confronti del “carente servizio” dell’Arst. Ieri mattina erano oltre 150 gli studenti, alle 7 del mattino, in via Lamarmora, alla fermata Bar Ciro. Uno per volta, hanno bloccato i tre pullman che viaggiano verso il capoluogo.

Uno che arriva da Tortolì, uno da Cala Gonone e quello che giornalmente arriva direttamente da Nuoro.

Nessuno è salito a bordo, viaggiatori compresi. A terra anche una decina di giovani immigrati in arrivo dalla struttura di accoglienza di Su Babbu Mannu. «Andiamo a Nuoro per partecipare ad un corso e purtroppo oggi non possiamo andare a scuola». I pullman sono rimasti bloccati per un’ora e mezza, per altro senza creare problemi al traffico. Gli autisti hanno immediatamente avvisato la sede di Nuoro che a sua volta ha attivato la locale caserma dei carabinieri. Protesta pacifica, quella dei ragazzi, senza creare problemi a nessuno. «Vogliamo solo alzare la voce, abbiamo provato a farci sentire in diverse occasioni ma nessuno ci ha ascoltato. L’unico modo per farci sentire era questo e speriamo che adesso qualcosa cambi». I militari, come da prassi, hanno identificato alcuni ragazzi per blocco di pubblico servizio.

Un atto dovuto. Alle 8,30, i ragazzi hanno fatto ripartire i pullman che si sono diretti verso Nuoro quasi vuoti. Gli studenti vorrebbero un pullman per le 13 da Nuoro che non c’è; quelli a disposizione non bastano. Alcuni giorni i ragazzi escono da scuola alle 13,40 altri alle 13, ma l’Artst ha un calendario fisso per cui un pullman viaggia stracarico e l’altro quasi vuoto. «Ci dovrebbe essere un calendario più omogeneo e più collaborazione tra l’Arst e le scuole. I pullman sono la maggior parte da cambiare, macchine vecchie con troppi chilometri. Altrove vengono cambiate ogni sette anni. Altro problema, dopo la chiusura del ponte di Oloè: i pullman devono percorrere una strada tortuosa come la 129 che è più lunga di 7 chilometri. Percorso che gli autisti dovrebbero coprire con gli stessi tempi, cosa impossibile per cui automaticamente i ragazzi arrivano in ritardo a scuola. Ancora, quando piove, «il giorno dopo troviamo i sedili bagnati e la gente viaggia in piedi, i sedili si rovesciano da soli». «Pezzi dell’impianto luci che ci cadono addosso, circuiti elettrici fatiscenti, fili spellati nudi che fanno scintille. Quando i motori si surriscaldano si aprono automaticamente i pannelli nei corridori vicino ai sedili. Spessissimo
dobbiamo viaggiare in piedi, specie quando ci sono a bordo persone anziane alle quali per correttezza cediamo i nostri posti. In diverse occasioni facciamo delle attese estenuanti a Nuoro perché ci sia un pullman per un “bis” e si arriva a casa quando sono le 16,30, una cosa assurda».

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