Dimensionamento la Cgil all’attacco: «No accorpamenti»

Tagli agli istituti scolastici: nel 2000 erano 67 ora sono 46 Approvato ordine del giorno per una legge sull’istruzione

NUORO. Il doppio taglio alle autonomie scolastiche nella provincia di Nuoro, con Bolotana e Tonara che perdono i rispettivi istituti comprensivi, ha innescato la miccia delle polemiche.

Con Annalisa Motzo e Flavia Loche, i sindaci dei due paesi colpiti dalla scure dei tagli, a scendere sul piede di guerra sono anche i sindacati. All’indomani dell’approvazione del Piano di dimensionamento scolastico da parte dell’assemblea plenaria che si è riunita nella sede della Provincia, le segreterie di Nuoro e Ogliastra della Flc Cgil denunciano le contraddizione di un sistema che hanno portato, lentamente ma inesorabilmente, al drastico ridimensionamento degli istituti sul territorio provinciale, istituti che dai 67 esistenti nel 2000 sono passati agli attuali 46. Gli esempi non mancano. «L’applicazione della logica dei numeri dettata a livello ministeriale e fatta propria dalla maggioranza dell’assemblea, ha creato oggi nel Marghine un mega istituto comprensivo con 1098 alunni, un mostro a venti teste con 14 plessi e 6 comuni, e nella Barbagia Mandrolisai con l’accorpamento di Teti, Tiana e Austis con Atzara ha gettato le basi per la realizzazione nel 2019/20 di un altrettanto preoccupante mega istituto in perfetta armonia con i parametri ministeriali» denunciano le responsabili dell’organizzazione di categoria Antonella Cidda (Nuoro) e Emanuela Valurta (Ogliastra).

Il risultato di questa operazione, d’altro canto, non mette al riparo l’istituto di Atzara, che con 7 comuni e 13 plessi raggiunge un totale di soli 446 alunni e rischia il prossimo anno di essere sottodimensionato e accorpato a Desulo che quest’anno avendo acquistato Tonara conta appena 509 alunni. I sindacati ritengono che questa scelta sia autolesionista. «Le istituzioni scolastiche,-tuonano- una volta tagliate non sono state più ripristinate».

A cosa serve- si chiedono Cidda e Valurta- fare gli accordi sulle zone interne con Piani di rilancio quando poi i nostri amministratori con i fatti si contraddicono e procedono ad auto sopprimere le scuole? «Ribadiamo,-incalzano le due segretarie- che la presenza della scuola deve essere garantita nei comuni montani con condizioni oggettive di isolamento geografico e in quei territori in condizioni di marginalità economica e sociale».

La Cgil ha proposto l’ordine del giorno, approvato all’unanimità nel corso della riunione. Nel documento si reputa indispensabile fare leva sulle ragioni di autogoverno dell’Isola sancite dallo statuto affinché si vari una legge regionale sull’Istruzione.

«E’ importante riconoscere alla Sardegna e in particolare alla provincia di Nuoro le specificità geografiche, demografiche e culturali». Tra le richieste che verranno sottoposte alla Regione c’è anche l’integrazione
e il potenziamento degli indirizzi di studio. Per i sindacati occorre, infine, contemplare un piano che abbia una previsione triennale e , nel contempo, rilanciare un nuovo progetto di autonomia scolastica che miri alla riorganizzazione dell’offerta formativa del centro Sardegna.

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