Il Cnr si riprende la ricerca sul Dna
di Paolo Merlini
Il presidente Inguscio: «Gli studi sull’Ogliastra torneranno in mani pubbliche». Trovati altri dati sensibili custoditi a Sassari
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NUORO. «Il Cnr riprenderà la ricerca sul Dna degli ogliastrini. Faremo ogni passo, anche attraverso azioni legali che stiamo valutando, perché gli studi su un patrimonio genetico così importante tornino in mani pubbliche, cioè sotto l’ala del nostro ente». A poco più di un anno dall’acquisto della biobanca di SharDna da parte della società inglese Tiziana Life Sciences, torna in scena il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che larga parte aveva avuto, attraverso il suo referente nell’isola per la genetica, Mario Pirastu, nel progetto lanciato da Soru nel 2001 e poi miseramente fallito (letteralmente: dati e campioni di 14mila cittadini sono stati venduti in un’asta giudiziaria per 250mila euro).
L’appello del Garante Privacy. Lo fa, il Cnr, per bocca del presidente Massimo Inguscio, che risponde così all’appello lanciato attraverso la Nuova Sardegna dal Garante nazionale della Privacy: «Se dovessi dire chi considero più di tutti responsabile della situazione creatasi – aveva detto Antonello Soro – penso al Cnr, e cioè a un’istituzione che deve favorire la ricerca in Italia e ha avuto in mano, e per noi ce l’ha ancora, l’opportunità di investire risorse proprie e coltivare come un bene preziosissimo questa occasione. Invece si è affidato a rappresentanti periferici quasi si trattasse di ordinaria amministrazione». Riferimento, quest’ultimo, rivolto al genetista Pirastu, in pensione dal Cnr da circa un anno e mezzo,poco prima del la vendita della biobanca alla londinese Tiziana Life Sciences.
Il segreto della longevità. Inguscio dunque annuncia che il Cnr avrà di nuovo un ruolo attivo nella ricerca sul Dna degli abitanti dell’Ogliastra, una delle quattro Blue Zone del mondo, cioè le aree del pianeta in cui si vive più a lungo. Dati e campioni che costituiscono, se non proprio il segreto della longevità, un materiale di fondamentale importanza per la ricerca genetica e la prevenzione di gravi malattie. Ma nel frattempo il presidente del Cnr si è già attivato: sono stati trasferiti a Roma i dati dei 14mila volontari del progetto SharDna, inclusi i loro alberi genealogici a partire dal 1700. «Il materiale ora è in cassaforte ed è accessibile solo al sottoscritto – dice il presidente Massimo Ingiusto – e al professor Tullio Pozzan, responsabile del Dipartimento di scienze biomediche del Cnr. Questo in attesa delle decisioni su questa complicata vicenda da parte della magistratura di Lanusei, che abbiamo debitamente informato. Inoltre abbiamo distrutto i dati di quei cittadini, alcune centinaia, che avevano ritirato il consenso alla ricerca dato nel 2001, quando prese il via il progetto SharDna. Ogni cittadino è stato informato dell’avvenuta cancellazione dei propri dati».
La ricerca continuerà. «Ma il messaggio che mi interesse lanciare è che il Cnr ha ben chiara l’importanza scientifica a livello internazionale della biobanca dell’Ogliastra. Non appena saranno risolte le problematiche legali, porteremo avanti la ricerca, destinando speciali risorse e inserendola tra i progetti nazionali del Cnr di maggiore portata, come la partecipazione all’Human Technopole di Milano. Lo faremo attraverso l’Istituto di ricerca geneticadi Cagliari diretto da Francesco Cucca, che da tempo si occupa delle specificità dell’Ogliastra».
Il ritrovamento al Cnr di Sassari. Tullio Pozzan, responsabile del dipartimento di scienze biomediche, chiarisce i termini del trasferimento dei dati riguardanti i 14mila cittadini ogliastrini. «Originariamente erano conservati nel server dell’istituto di genetica delle popolazioni di Porto Conte ad Alghero a suo tempo diretto dal professor Pirastu. Sono stati trasferiti su supporti rigidi e portati a Roma, il server è stato resettato». E il campioni di Dna? «Posto che senza i dati non servono a niente, i campioni sono conservati al Parco Genos di Perdasdefogu, ma sono al sicuro perché posti sotto sequestro dalla magistratura». In una successiva ispezione il Cnr ha trovato altro materiale (dati e campioni biologici di cittadini di Talana e Urzulei) ma risalente a un periodo precedente all'avvio del progetto SharDna.
L’appello del Garante Privacy. Lo fa, il Cnr, per bocca del presidente Massimo Inguscio, che risponde così all’appello lanciato attraverso la Nuova Sardegna dal Garante nazionale della Privacy: «Se dovessi dire chi considero più di tutti responsabile della situazione creatasi – aveva detto Antonello Soro – penso al Cnr, e cioè a un’istituzione che deve favorire la ricerca in Italia e ha avuto in mano, e per noi ce l’ha ancora, l’opportunità di investire risorse proprie e coltivare come un bene preziosissimo questa occasione. Invece si è affidato a rappresentanti periferici quasi si trattasse di ordinaria amministrazione». Riferimento, quest’ultimo, rivolto al genetista Pirastu, in pensione dal Cnr da circa un anno e mezzo,poco prima del la vendita della biobanca alla londinese Tiziana Life Sciences.
Il segreto della longevità. Inguscio dunque annuncia che il Cnr avrà di nuovo un ruolo attivo nella ricerca sul Dna degli abitanti dell’Ogliastra, una delle quattro Blue Zone del mondo, cioè le aree del pianeta in cui si vive più a lungo. Dati e campioni che costituiscono, se non proprio il segreto della longevità, un materiale di fondamentale importanza per la ricerca genetica e la prevenzione di gravi malattie. Ma nel frattempo il presidente del Cnr si è già attivato: sono stati trasferiti a Roma i dati dei 14mila volontari del progetto SharDna, inclusi i loro alberi genealogici a partire dal 1700. «Il materiale ora è in cassaforte ed è accessibile solo al sottoscritto – dice il presidente Massimo Ingiusto – e al professor Tullio Pozzan, responsabile del Dipartimento di scienze biomediche del Cnr. Questo in attesa delle decisioni su questa complicata vicenda da parte della magistratura di Lanusei, che abbiamo debitamente informato. Inoltre abbiamo distrutto i dati di quei cittadini, alcune centinaia, che avevano ritirato il consenso alla ricerca dato nel 2001, quando prese il via il progetto SharDna. Ogni cittadino è stato informato dell’avvenuta cancellazione dei propri dati».
La ricerca continuerà. «Ma il messaggio che mi interesse lanciare è che il Cnr ha ben chiara l’importanza scientifica a livello internazionale della biobanca dell’Ogliastra. Non appena saranno risolte le problematiche legali, porteremo avanti la ricerca, destinando speciali risorse e inserendola tra i progetti nazionali del Cnr di maggiore portata, come la partecipazione all’Human Technopole di Milano. Lo faremo attraverso l’Istituto di ricerca geneticadi Cagliari diretto da Francesco Cucca, che da tempo si occupa delle specificità dell’Ogliastra».
Il ritrovamento al Cnr di Sassari. Tullio Pozzan, responsabile del dipartimento di scienze biomediche, chiarisce i termini del trasferimento dei dati riguardanti i 14mila cittadini ogliastrini. «Originariamente erano conservati nel server dell’istituto di genetica delle popolazioni di Porto Conte ad Alghero a suo tempo diretto dal professor Pirastu. Sono stati trasferiti su supporti rigidi e portati a Roma, il server è stato resettato». E il campioni di Dna? «Posto che senza i dati non servono a niente, i campioni sono conservati al Parco Genos di Perdasdefogu, ma sono al sicuro perché posti sotto sequestro dalla magistratura». In una successiva ispezione il Cnr ha trovato altro materiale (dati e campioni biologici di cittadini di Talana e Urzulei) ma risalente a un periodo precedente all'avvio del progetto SharDna.
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