La Regione: «La miniera passi al Comune»

L’assessore Piras a Gadoni: «Il sito di Funtana Raminosa valorizzi l’economia del territorio»

GADONI. «La Regione intende agevolare in tutti i modi la valorizzazione dell’economia delle zone interne. La miniera di Funtana Raminosa, sito minerario di pregio per una vita e ora richiesta dal comune di Gadoni per un suo rilancio, deve essere un polo importante da valorizzare. Ci stiamo impegnando per trovare le giuste sinergie per dare una risposta chiara ad un territorio che merita sotto tanti profili e ha bisogno di un giusto rilancio». È stata chiarissima l’assessore regionale all’industria Maria Grazia Piras che è intervenuta sabato, nel convegno organizzato dal comune di Gadoni, col sostegno di Confindustria. Non ha fatto chilometri a vuoto, non si è abbandonata a promesse vane. Con precisione e chiarezza, l’assessore ha risposto alle istanze del comune minerario barbaricino e del territorio, giungendo in Barbagia e affrontando il dibattito. Gli spunti li hanno offerti i relatori: il commissario Igea Tarcisio Agus, il presidente di Confindustria Roberto Bornioli e il consigliere regionale Antonio Gaia. Il primo si è soffermato a lungo sulla necessità di un rilancio del sito in chiave ambientale e turistica. Agus, profondo conoscitore dei siti minerari in Sardegna ha assicurato «ogni aiuto possibile ad una zona che è in sofferenza per varie ragioni, ma che ha in se un potenziale enorme, grazie alla miniera, ancora ben tenuta e che assicurerebbe un ottimo ritorno sotto il profilo di una valorizzazione turistica del sito». Bornioli si è soffermato sul sito che «rappresenta un unicum prezioso attorno al quale costruire percorsi virtuosi di rilancio economico. Se il pericolo si chiama spopolamento pochi residenti e poche imprese, mancanza di lavoro e di opportunità la concretezza è rappresentata dal sito da cui si deve ripartire per creare nuove opportunità di sviluppo e nuove imprese nel settore turistico, culturale, dei servizi e dell’agroalimentare. Non si parte da zero. In questi anni i minatori e i tecnici dell’Igea si sono occupati della messa in sicurezza e delle bonifiche e si sono adoperati per conservare i macchinari, gli impianti e le gallerie. Ora tocca a Regione, Comune e a tutti i gadonesi lavorare per fare il resto». Antonio Gaia si è soffermato sull’idea di territorio come risorsa comprensiva, non solo per il singolo ma per un gruppo di paesi.
«Occorre lavorare assieme con progetti condivisi – ha detto – L’individualismo ci porta a ragionare in una ottica di campanile che serve a ben poco. La parte regionale farà il suo dovere nell’assicurare che la concretezza degli amministratori locali, si tramuti in piani di sviluppo».

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