Legler, beffati 130 operai da un anno senza reddito

Cgil e Cisl accusano la Regione: non ha mantenuto gli impegni sul riassorbimento Dopo la scadenza della cassa integrazione confidavano nei fondi sulla mobilità

MACOMER. Sono 130 lavoratori rimasti fuori ormai da un anno dall'assegnazione degli ammortizzatori sociali in deroga, soprattutto del comparto tessile del centro Sardegna della Legler di Macomer, Ottana e Siniscola e del Calzificio Queen. I lavoratori, al termine della mobilità nel 2015 ed esclusi da quella in deroga, sono rimasti senza nessuna forma di sostegno al reddito in quanto si trovano involontariamente in stato di disoccupazione. Con una nota stampa intervengono per le organizzazioni sindacali Jose Mattana della Cgil e Katy Contini della Cisl: «Ancora una volta l'Assessorato Regionale al Lavoro non rispetta gli impegni presi nei confronti dei lavoratori ex tessili della provincia di Nuoro. Le politiche attive per il lavoro adottate, da noi sempre contestate, a fronte dell'impiego di ingenti fondi pubblici, non hanno prodotto risultati e i lavoratori espulsi dalle fabbriche sono ancora in strada, senza ammortizzatori sociali e e nessuna fonte di sostentamento».

Per i 130 lavoratori si era aperto lo spiraglio della mobilità in deroga grazie a un accordo concluso con le organizzazioni sindacali regionali, ma non sono riusciti a presentare le domande in tempo a causa dei tempi molto ristretti concessi dagli uffici regionali. L'assessore Virginia Mura, sollecitata da una mozione presentata da diversi consiglieri nella riunione del consiglio regionale dello scorso maggio, si era impegnata formalmente a riaprire il sistema informatico del Sil per consentire agli interessati di presentare le domande, mentre successivamente è stato chiesto ai sindacati di raccoglierle in forma cartacea e presentarle. «Cosa che abbiamo puntualmente fatto – dicono Mattana e Contini – . Ci era stato assicurato inoltre che le risorse depositate presso l'Inps erano sufficienti per garantire la concessione dell'ammortizzatore sociale e, conclusi alcuni passaggi burocratici, avrebbero proceduto con i pagamenti».

Durante questi 5 mesi si sono susseguite diverse manifestazioni dei lavoratori per sollecitare il rispetto degli impegni presi e l'interessamento del Prefetto di Nuoro. «Nel corso di questi mesi mentre si creavano ad arte aspettative per i nostri lavoratori, in altri tavoli si concordava di dirottare altrove le risorse a noi destinate che oggi risultano però misteriosamente scomparse. L'assessore Mura sappia che i nostri lavoratori hanno gli stessi
diritti e la stessa dignità di quelli degli altri territori che si è voluti privilegiare inserendoli nelle aree di crisi complessa, mentre veniva escluso il nuorese e tutti, allo stesso modo, vivono il dramma e il disagio sociale di chi ha perso il lavoro. La fame è fame per tutti».

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