Smaltimento dei rifiuti i costi sono raddoppiati

Una linea dell’impianto di Tossilo è ferma per lavori di ammodernamento I sindaci: «Un salasso che incide direttamente sulle tasche dei cittadini»

NUORO. Costi raddoppiati per lo smaltimento dei rifiuti. E sindaci sul piede guerra perché far gravare sui cittadini l’aumento delle tasse è una cosa difficile da mandare giù. Soprattutto in realtà che vivono da anni una profonda crisi economica.

La chiusura di una linea dell’inceneritore di Tossilo per interventi di ammodernamento ha avuto ripercussioni sui bilanci comunali dopo che i sindaci sono stati costretti cambiare destinazione. E anche quelli che continuano a conferire nell’impianto di Macomer non sembrano particolarmente contenti dell’imposizione stabilita dal Piano regionale dei rifiuti. Un esempio su tutti è quello di Nuoro che continua a smaltire a Tossilo la frazione dell’indifferenziato. «Smaltiamo il secco – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Giuliano Sanna – con i costi più alti della Sardegna, 170 euro a tonnellata. Questo perché il Piano ci impone di andare là. Appare davvero intollerabile la costrizione a dover spendere di più e l’impossibilità di fare scelte che possano portare a dei risparmio». E non c’è un territorio che non paghi lo scotto di questa scelta obbligata. In Ogliastra, Barbagia e Baronia i sindaci invocano risposte concrete. Perché chi non può andare a Tossilo è costretto ad arrivare sino a Chilivani. In questo caso la maggiorazione dei costi è riferibile non solo al trasporto ma anche alla tariffa di smaltimento.

È il caso di Tertenia, ultimo centro ogliastrino prima della provincia di Cagliari, che potrebbe conferire all’impianto del Casic, a Macchiareddu. Il sindaco Giulio Murgia denuncia quanto sia difficile far quadrare i conti quando, ad esempio si tratta di smaltire gli ingombranti. «A Tossilo, dove pure le tariffe sono particolarmente alte, si paga 200 euro a tonnellate mentre a Chilivani il costo è più che raddoppiato e arriva a 500. A questo – sottolinea Murgia – bisogna aggiungere il costo del trasporto: un salasso che non possiamo più permetterci anche perché incide direttamente sulle tasche dei cittadini». Poco importa se l’impegno nella raccolta differenziata porta a sfiorare una soglia più che ragguardevole che dovrebbe, in teoria apportare dei benefici concreti. «L’appalto – sottolinea il sindaco – è in scadenza. Il Comune dovrà ricalibralo e fare dei correttivi per limitare questa produzione, aumentando la quota di differenziata». Correttivi che rischiano di non apportare alcun vantaggio se si continuano a pagare queste cifre astronomiche. Graziano Spanu è il sindaco di Lodè, un paesino che paga pegno all’isolamento geografico. I rifiuti, attraverso giri lunghissimi per le strade della provincia di Nuoro, arrivano a destinazione. «Abbiamo cercato di tenere le tariffe basse per evitare di gravare sui cittadini e far pagare il meno possibile. Ma ora siamo arrivati ad avere un aumento dei costi». Eppure, proprio a Lodè l’amministrazione comunale con una certosina azione di “recupero crediti” è riuscita a far tornare nelle casse comunali quanto dovuto dai cittadini morosi. «Grazie all’ausilio di un data base abbiamo recuperato l’evasione. Grazie ad accordi bonari abbiano avuto indietro importanti. Risorse che sono state bruciate immediatamente dai costi maggiorati dello smaltimento» spiega Spanu. E che dire poi di Siniscola che potrebbe trasportare i rifiuti ad Olbia con un risparmio notevole di costi anche sul trasporto? Il primo cittadino Gian Luigi Farris deve fare i conti con l’obbligo sancito dalla Regione. «Siamo ancora in attesa di una comunicazione dall’impianto di Tossilo che ci informi sulla possibilità di continuare a smaltire da loro» osserva Farris che è pronto a chiedere a Cagliari la deroga per portare i rifiuti in Gallura. Nel centro costiero la percentuale di differenzia
raggiunge l’83 per cento ma la produzione del secco aumenta in maniera esponenziale con l’arrivo dei turisti. «E con la produzione dei rifiuti aumentano i costi. Quest’anno – chiosa l’assessore all’Ambiente Tonino Bellu – abbiamo previsto di spendere oltre 700mila euro».

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