Corte Apertas da record: mezzo milione di visitatori

Il bilancio di Autunno in Barbagia che si è chiuso dopo 32 tappe in vari paesi. Cicalò (Camera di commercio): «Abbiamo conquistato pure il New York Times»

NUORO. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissi: 500mila visitatori tra i 32 paesi del percorso di “Autunno in Barbagia”. Ma oltre ai numeri, ciò che ci ha fatto più piacere, che ci ha dato più soddisfazione come organizzatori in questa edizione, è stato il fatto di constatare che ormai il percorso delle “cortes” sia diventato una componente molto importante del sistema turismo in Sardegna. Tanto da aver meritato, già da qualche anno, di essere inserito tra “I grandi eventi” promossi dalla Regione, e da averci fatto conquistare anche l’attenzione di media oltre oceano come il New York Times». È soddisfatto, e non lo nasconde, Agostino Cicalò. Imprenditore, presidente della Camera di commercio di Nuoro – che insieme alla sua azienda speciale, l’Aspen, da anni organizza e promuove il ciclo di eventi ribattezzato con il nome di “Autunno in Barbagia” – Cicalò traccia il bilancio di una stagione di eventi autunnali che ieri si è chiusa con la tappa di Orune.

«È stata una edizione di grande successo, questa che si è appena conclusa – spiega – e a darci una mano, ci si è messo anche il tempo. Ormai è da tre anni, infatti, che anche il meteo ci dà una mano: e quest’anno, in particolare, visto che abbiamo beccato solo pochissime giornate di pioggia, durante gli eventi di Autunno in Barbagia». Tra i pochissimi sfortunati, in questo senso, ci sono stati i mamoiadini che hanno organizzato le cortes di quest’anno. Cicalò ricorda, infatti, che un pomeriggio, durante l’edizione dell’evento a Mamoiada, quest’anno la pioggia ha dato parecchio filo da torcere alla marea di visitatori accorsi nel paese. Ma non li ha comunque fermati.

«Oltre al meteo, che ovviamente non si può prevedere, ad aver funzionato, quest’anno, è stato anche il fatto di aver allargato l’offerta – dice Cicalò – quest’anno c’erano quattro paesi nuovi o che comunque non rientravano nel percorso da molto tempo. Ma l’allargamento dell’offerta ha funzionato anche in termini di tornaconto economico per le imprese che hanno partecipato alle manifestazioni nei 32 paesi». Per questa edizione di “Autunno in Barbagia” che si è appena conclusa, sono state circa 2500 le aziende che hanno preso parte al percorso: un salto in avanti rispetto all’anno scorso, quando erano circa 1750. Il sistema, insomma, funziona e cresce di anno in anno anche quanto a presenze registrate tra le varie tappe. E il salto in avanti, quest’anno, c’è stato anche sotto questo profilo: l’anno scorso le presenze complessive erano state 470mila, quest’anno, invece, hanno toccato quota 500mila. Ogni paese del percorso, secondo quanto stabilito negli anni dagli organizzatori, “vale” dai 5000 ai 30mila visitatori. In questa edizione, le punte massime di presenze le hanno toccate Fonni, Mamoiada, Oliena e Orgosolo. «Sono paesi che ormai hanno dalla loro anche organizzazioni collaudate – spiega ancora Agostino Cicalò – Mamoiada ha persino creato una sua associazione ad hoc. Mentre in altre realtà, più piccole, l’aspetto organizzativo deve ancora
migliorare e crescere. Ma il senso del circuito di Autunno in Barbagia è anche quello di favorire lo scambio di competenze, saperi e servizi. E in questo sono stati pionieri i paesi come Desulo, Aritzo e Belvì, che si scambiano funzioni e servizi, tanto più in presenza delle cortes».

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