Slot machine, in fumo 25 milioni di euro

Nel 2016 un aumento del 7,5% delle giocate, spesa pro capite 672 euro l’anno. Jerzu paese più virtuoso della provincia

NUORO. In un anno, il 2016, abbiamo speso quasi venticinque milioni in gioco d’azzardo: è il totale del denaro che, moneta dopo moneta, i nuoresi hanno introdotto nelle slot machine, le macchinette mangiasoldi disseminate in bar e tabacchi della città. Slot che in totale sono 487, cioè 12,7 per abitante, come rivela l’inchiesta del gruppo editoriale Gedi che ha analizzato il fenomeno sull’intero territorio nazionale, mettendo a disposizione una banca dati grazie alla quale è possibile conoscere i numeri di ciascun comune italiano. Con una spesa di 672 euro l’anno per abitante, Nuoro non è affatto ai primi posti nella classifica negativa dei soldi giocati (più spesso buttati) nelle slot, ma non è neppure tra le città più virtuose. Da registrare inoltre l’aumento dal 2015 al 2016 di ben 50 euro sempre per abitante, che moltiplicato per la popolazione (36.900 il dato utilizzato come riferimento, 19mila 359 il reddito medio) ammonta a un milione 845mila euro. In termini percentuali quasi il 7,5 in più.

Il dato provinciale è leggermente inferiore a quello cittadino, e vede il Nuorese attestarsi a 546 euro pro capite l’anno, cifra comunque superiore di 66 euro rispetto al 2015; l’inchiesta scorpora il dato dell’Ogliastra, benché sia ormai rientrata a far parte della Provincia di Nuoro: qui la spesa media a persona è di 424 euro, appena 14 euro in più del 2015. Nel secondo comune per popolazione della provincia, Siniscola (11.537 abitanti), nel 2016 si sono spesi 6 milioni 880mila euro, pari a 596 euro pro capite, con un incremento dal 2015 di circa 106 euro. Le slot sono 97. Nell’altro centro più popolo del territorio, Tortolì (11.059 abitanti), si spende poco meno, 562 euro, nonostante il reddito medio pro capite sia superiore di circa tremila euro rispetto a Siniscola (16.594 contro 13.596). Le slot sono 91. Nel terzo centro più popoloso della provincia, Macomer (10.120 abitanti), la spesa risale a 622 euro (assieme al reddito: 17mila 246), ed è aumentata di circa 95 euro dal 2015 al 2016. Le macchinette mangiasoldi sono 109.

Il data base offre inoltre la possibilità di andare a guardare i comuni più piccoli. In quello più piccolo in assoluto, Osidda, dove abitano appena 255 persone, la spesa media pro capite nella quattro slot del paese è di 484 euro. Mentre in quello che un tempo era considerato il comune più povero d’Italia, Onanì, dove oggi il reddito medio è appena al di sotto i novemila euro lordi l’anno, sono presenti ben sette macchinette mangiasoldi, dove nel 2016 sono stati giocati 333 euro in media per abitante (che sono 391). Una segnalazione a parte meritano i cittadini di Jerzu, uno dei comuni più virtuosi d’Italia sul fronte delle
slot. I 3166 abitanti del centro montano ogliastrino nel 2016 hanno speso appena sei euro a persona. Una conferma della fama di grandi parsimoniosi degli abitanti del paese noto per l’ottimo Cannonau, nonostante le tentazioni non manchino: le slot sono ben 33, una ogni cento abitanti.

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