Peste suina a Lei, è l’unico caso tra i cinghiali cacciati

MACOMER. Prosegue intensa anche nella regione del Marghine la stagione di caccia grossa. Le compagnie del territorio in questo periodo sono impegnate nelle battute al cinghiale portando a casa...

MACOMER. Prosegue intensa anche nella regione del Marghine la stagione di caccia grossa. Le compagnie del territorio in questo periodo sono impegnate nelle battute al cinghiale portando a casa numerosi trofei. Cinghiali che troppo spesso restano custoditi nelle celle frigo in attesa che arrivino gli esiti sui prelievi eseguiti dai veterinari per le analisi sulla peste suina. Dai dati risulta che in un solo caso è stata rilevata la presenza del morbo riconducibile alla peste suina. Si tratta di un esemplare di cinghiale abbattuto qualche domenica fa nelle campagne di Lei. Gli esami di laboratorio hanno confermato la presenza del morbo sull’animale che poi è stato distrutto nel rispetto della normativa vigente. I dirigenti delle associazioni venatorie della zona hanno comunque di che lamentarsi per i ritardi con i quali vengono resi noti gli esiti delle analisi. «Passano anche sette-otto giorni prima che il servizio veterinario ci dia una risposta sulla qualità delle carni – dicono alcuni cacciatori – siamo costretti a tenere i cinghiali nelle celle finché non entriamo in possesso degli esiti forniti dagli esami di laboratorio eseguiti sui campioni prelevati. Questo rappresenta una pecca del servizio veterinario che finisce con il creare una serie di disagi alle compagnie». Anche perché con due giornate di caccia grossa alla settimana (domenica e giovedì) si rischia di accumulare grossi quantitativi di carne nelle celle. Comunque a parte il caso isolato rilevato a Lei non si registrano altri episodi legati alla presenza della peste suina nel Marghine.

Nel periodo scorso un caso sospetto (poi fugato dalle analisi di laboratorio e dalla revoca dell’ordinanza emessa dal sindaco) era stato segnalato in un allevamento di maiali nell’agro di Noragugume. Evidentemente l’opera di prevenzione e repressione eseguita nel corso degli anni dalle competenti autorità sanitarie, con la preziosa collaborazione fornita dagli allevatori
e dalle associazioni venatorie che con grande scrupolo si sono adeguati alla normativa vigente sta dando i frutti sperati. Positivi si sono rivelati anche i corsi promossi nel territorio dall’assessorato regionale all’Agricoltura sulla lotta all’eradicazione della peste suina africana.

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