Accesso ai pascoli, il Comune contro l’Anas

Oniferi, l’amministrazione intende far valere i diritti dei pastori nelle campagne a ridosso della ss 131

ONIFERI. Passa alle vie legali l’annosa vicenda che riguarda gli accessi diretti dalla statale 131 e dalle provinciali alle terre comunali affidate ai pastori. Per questi ultimi infatti il passaggio dalle importanti arterie è l’unica possibilità per raggiungere i pascoli, e il Comune di Oniferi, gestore di quelle terre, a cui più volte l’Anas ha intimato il ripristino del guardrail, ha sempre pagato le sanzioni perché sbarrare gli accessi equivale a precludere l’utilizzo di quei terreni. «Non abbiamo aziende dotate di elicottero», chiosa la prima cittadina Stefania Piras, che ora con la sua amministrazione ha deciso di delegare a un avvocato il compito di far valere i diritti degli oniferesi proprio su quelle terre ad uso civico dove negli anni ’70 sono state costruite le importanti infrastrutture. «Negli anni ’70, quando ebbe inizio la costruzione della diramazione centrale nuorese in prosecuzione della Carlo Felice, le terre civiche non avevano l’attenzione che hanno oggi – spiega Stefania Piras, che con la sua amministrazione ha avviato un piano di valorizzazione proprio di questo grande patrimonio –. Quando è stato tracciato il percorso sulle nostre terre comunali, non si è pensato ad alcuna forma di tutela verso la comunità che di fatto non ha visto riconosciuto in questi anni alcun tipo di risarcimento. 40 ettari risultano essere occupati dalle strade, nonostante per legge le terre ad uso civico non si possano vendere, usucapire o espropriare». Sono diritti imprescrittibili. Infatti anche sulle carte attualmente i terreni occupati dall’asfalto sono del Comune e risultano ad uso agricolo. Inoltre «con la costruzione della importante arteria sarda – spiega ancora la Sindaca – non si è pensato a servire la strada con strutture secondarie come sottopassaggi o servitù da altri terreni che permettessero l’accesso ai terreni».

Si tratta fondamentalmente di una questione di sicurezza. «Le strade principali che servono questo territorio sono delle trappole mortali – spiega ancora la cittadina – e i numerosi incidenti che registriamo, sono il risultato di strade ad alta percorrenza sulle quali occorre intervenire al più presto». Con l’azione legale si punta quindi a far riconoscere la violazione dei diritti di tutta la comunità su quelle terre regolamentate invece da una serie di leggi specifiche. «La comunità dev’essere quindi risarcita – conclude la prima cittadina –. Vogliamo la messa in opera di quelle strutture secondarie che permettano una percorrenza delle strade
e l’accesso su quei terreni in completa sicurezza, come probabilmente era stato accordato in sede di progettazione delle strade». In Comune c’è fiducia per questa azione che punta a riconoscere il danno dall’utilizzo di quelle terre con scopi diversi da quelli previsti dall’uso civico.

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