Nel Marghine schede restituite al mittente

La protesta si estende a Bolotana. Sindaco e giunta di Dualchi schierati con i pastori: non voteranno

BOLOTANA. Cinquantacinque tessere elettorali depositate ieri sul tavolo del sindaco, Annalisa Motzo. Altre ne verranno restituite nei prossimi giorni. La protesta promossa nei giorni scorsi dagli operatori del comparto agro pastorale della Barbagia e del Marghine, che si concretizza nel rifiuto di andare a votare alle elezioni politiche del 4 marzo prossimo, si allarga così anche a Bolotana. «Cambieremo idea – hanno fatto sapere gli allevatori – solo se prima della data del voto arriveranno risposte concrete alle nostre istanze. Se nulla nel frattempo dovesse cambiare siamo determinati ad andare fino in fondo perché il nostro comparto, in mancanza di interventi risolutori, rischia una crisi inarrestabile». Sotto accusa non c’è solo il crollo del prezzo del latte che, dal 2016, ha subito un calo vertiginoso, ma anche i mancati interventi contro i problemi provocati dalla siccità dello scorso anno, che ha distrutto le campagne e le coltivazioni mettendo a rischio la sopravvivenza degli animali, il rischio della riduzione degli ettari agricoli ai fini della distribuzione dei fondi europei (il cosiddetto refresh) e, infine, i ritardi burocratici legati alla liquidazione dei premi comunitari. «Ormai – hanno sottolineato i pastori – siamo alla sopravvivenza». Il sindaco Annalisa Motzo ha annunciato la disponibilità dell’amministrazione comunale a sostenere le rivendicazioni degli allevatori. «Il settore agro-pastorale – ha fatto sapere il primo cittadino – è diventato un punto di riferimento trainante per il rilancio e il sostegno del nostro sistema produttivo. Penalizzarlo significherebbe mandare a monte un pezzo fondamentale della nostra economia, acuendo cosi la crisi socio-economica che attanaglia il nostro territorio». La protesta, che nei giorni scorsi ha coinvolto molti paesi, rischia ora di irrompere in modo impetuoso sulla campagna elettorale.

A Dualchi invece il sindaco Ignazio Piras, il suo vice, gli assessori e i consiglieri che
compongono la maggioranza che guida il comune, hanno deciso di passare dalle parole ai fatti, riconsegnando essi stessi le proprie schede e schierandosi, senza se e senza ma, dalla parte di quel vasto ed articolato mondo produttivo che oggi rischia il collasso nel disinteresse generale.

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