Assalto alle Poste, catturati due banditi

I carabinieri li sorprendono dentro la filiale: «È finita, buttate quella pistola». L’auto usata era stata rubata a Olbia

ONIFAI. Hanno tentato il colpo all’ufficio postale di Onifai armati di tutto punto e con l’intenzione di portarsi via i circa ventimila euro custoditi nell’ufficio per il pagamento delle pensioni. La vicenda si è conclusa però male per due giovani originari di Lula e Fonni arrestati in flagranza di reato dai carabinieri della stazione di Irgoli in servizio nella zona proprio per prevenire le rapine agli uffici pubblici. Sembrava un colpo senza troppe complicazioni, quello studiato da Franco Paolo Chessa, 35 anni, di Lula, e Raffaele Loddo, 23enne di Fonni, entrambi con precedenti penali alle spalle. La coppia giunta a Onifai di buon mattino a bordo di una Citroen rubata qualche giorno prima a Olbia, ha atteso che il direttore dell’ufficio postale in largo San Giovanni arrivasse in sede e poi mascherando il proprio volto con un passamontagna e imbracciando una colt 357 magnum e una mitraglietta di origine jugoslava, lo hanno accompagnato all’interno chiudendo poi la porta.

Sotto la minaccia delle armi, che poi i carabinieri scopriranno essere con il colpo in canna, hanno intimato al responsabile dell’ufficio di consegnare il contante contenuto nella cassa. A qualcuno però non è sfuggito il movimento dei due e capito cosa stava accadendo, ha prontamente composto il 112.

Già da qualche giorno, il comando provinciale di Nuoro aveva disposto dei servizi antirapina e così, nel giro di qualche minuto, sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri della stazione di Irgoli mentre un altro militare in borghese è giunto a dare manforte. Con sprezzo del pericolo, due dei tre militari si sono quindi affacciati all’ingresso del locale intimando ai due malviventi di gettare le armi.

«È finita, ragazzi, buttate a terra quel cazzo di pistola» ha intimato il capopattuglia al giovane che per coprirsi la fuga teneva sotto tiro il direttore. Sono stati attimi di tensione e sicuramente di paura perché la rapina sarebbe potuta sicuramente finire nel sangue. Poi, capito di poter fare ben poca strada, visto che oltre ai due militari che hanno intimato l’alt, il terzo aveva chiuso loro la via di fuga, i malviventi hanno preferito desistere. I due sono quindi usciti dall’ufficio postale a mani alzate e subito ammanettati dai carabinieri davanti a una folla di curiosi e con qualcuno che ha ripreso tutto con lo smart-phone e postato poi il filmato sui social.

Le scene dell’arresto hanno iniziato a circolare su whats-app e nel breve filmato si vedono due militari che sul marciapiede fermano e fanno sdraiare a terra uno dei rapinatori prima di ammanettarlo e condurlo prima in caserma e poi negli uffici della compagnia di Siniscola assieme al complice.

«Proprio nei primi giorni del mese con il pagamento delle pensioni – spiega il comandante della compagnia dei carabinieri di Siniscola, Andrea Leacche –, è stato disposto un rafforzamento dei servizi ed un particolare controllo negli uffici della zona». Non si sa intanto se i due rapinatori siano giunti a Onifai da soli, o se a bordo
dell’auto li aspettasse un complice poi dileguatosi. In serata, esperite le formalità di rito, i due sono stati rinchiusi in carcere. Dell’eventuale terzo complice, invece, nessuna traccia, anche se i carabinieri stanno esaminando ogni elemento utile per chiarire anche questo enigma.

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