Sanità in affanno a Sorgono la denuncia della Cisl-Fp

Il sindacalista Mustaro: «Da un anno e mezzo sospeso anche il servizio Sert» Segnalato anche il caso di Radiologia rimasta senza uno strumento importante 

SORGONO. Pianeta sanità inquieto a Sorgono, dove, dopo la protesta sul reparto di radiologia si estende anche ad altri settori. Lo segnala la Cisl-Funzione pubblica, che in un lungo documento evidenzia con forza come «la situazione dell’assistenza sanitaria a Sorgono continua a peggiorare».

In una nota a firma del segretario provinciale del sindacato, Giorgio Mustaro, viene evidenziato come «dopo la segnalazione sul servizio di radiologia, si evidenzia come da oltre un anno e mezzo è chiuso il Sert, il servizio per le tossico dipendenze.

«Sospeso e trasferito “provvisoriamente” a Macomer nel giugno del 2016 – aggiunge Mustaro – per gli oltre 200 utenti del territorio è obbligatorio, ancora oggi, rivolgersi agli operatori dei due centri funzionanti».

Mustaro ribadisce come «dal marzo 2016 nell’Unità operativa di Radiologia non funziona l’ortopantomografo, strumento utile ad eseguire la panoramica delle arcate dentali, prestazione totalmente a carico degli utenti».

Il motivo della “sospensione” dell’attività, afferma la Cisl risiederebbe “nello spostamento dell’apparecchio per fare spazio ad uno strumento, il telecomandato, mai arrivato a destinazione. Nonostante le richieste per la riattivazione, si è verificato un fermo macchina ormai da quasi 2 anni.”

La Cisl Funzione pubblica della provincia di Nuoro ricorda il lavoro che è stato fatto sotto il profilo delle prestazioni: «Settecento all’anno con una perdita per l’azienda di oltre 16 mila euro in dodici mesi (costo unitario 23,24 euro). Un danno economico subito dall’azienda che i giudici contabili potrebbero valutare molto più opportunamente».

Il quadro generale del sistema sanitario dell’ospedale di Sorgono, dunque, secondo quanto raccolto dal sindacato provinciale, presenterebbe secondo la Cisl FP diversi punti oscuri.

«A prescindere dai diversi rilievi sulla sanità sorgonese – aggiunge il rappresentante sindacale della Cisl-Funzione pubblica, Giorgio Mustaro- è chiaro il progetto di smantellamento da parte di coloro che devono decidere il futuro del sistema sanitario regionale. Per i lavoratori che quotidianamente devono garantire i servizi ospedalieri non c’è da stare molto tranquilli: per un verso manca la garanzia che gli attuali livelli assistenziali continuino ad essere erogati e per l’altro non è sicuro che il proprio posto di lavoro continuerà ad essere ubicato al San Camillo».

Si tratta, insomma, di un panorama poco roseo, secondo i sindacati,
a cui si aggiungono gli amministratori. «La questione del Serd chiuso da mesi – aggiunge il vice sindaco di Belvì – stanno creando un allarme importante nel territorio. Già da un anno molti amministratori e le famiglie hanno segnalato i disagi. Nessuna soluzione è stata trovata».

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