Rapina sventata a Onifai decisiva la chiamata al 112

l concitati minuti delle trattative con i due malviventi nei racconti dei carabinieri Il capitano Leacche: «Segnalazione importante, i cittadini sappiano che ci siamo»  

INVIATA A IRGOLI. «Se il tentativo di rapina all’ufficio postale di Onifai si è risolto con l’arresto dei due banditi non è solo grazie al sangue freddo dei carabinieri ma anche al gesto di quella persona che ha chiamato il 112». Pensieri e parole di un ufficiale gentiluomo, il capitano Andrea Leacche che vuole lanciare un messaggio improntato alla fiducia e alla collaborazione. Quando la segnalazione, venerdì mattina di buon’ora, arriva in caserma, il maresciallo Gianluca Porcheddu, comandante di Irgoli dal 2014, è in borghese. Quello che sente dire è a dir poco preoccupante: una persona mascherata sta per entrare nell’ufficio postale.

Pochi secondi per valutare la situazione, prendere l’arma di servizio e correre ad Onifai dove, qualche minuto dopo arriva anche la pattuglia di servizio. Con il comandante c’è anche il suo sottordine, il maresciallo Andrea Di Bianco. «Il direttore delle poste, sotto il tiro di uno dei due banditi, stava aprendo la cassaforte quando siamo arrivati» raccontano i carabinieri.

Che dopo una concitata trattativa di 5 minuti sembrata un’eternità convincono i due rapinatori ad abbandonare le armi e ad arrendersi. Il più giovane, che imbraccia un micidiale mitragliatore di fabbricazione estera, è l’ultimo a posare a terra l’arma ma, alla fine, cede. «Se non fosse stato per il senso civico di chi ha dato l’allarme chissà come sarebbe andata a finire» prosegue Leacche, comandante della Compagnia di Siniscola, in Baronia dal 2016, che interpreta quella preziosa segnalazione come un segnale importante che va riconosciuto. Lo scenario alternativo, in questo caso, è decisamente inquietante. Se chi ha visto quell’uomo sospetto sulla soglia dell’ufficio avesse deciso di non chiamare, il bilancio sarebbe stato diverso: una rapina messa a segno, due malviventi in fuga e, circostanza ancora più preoccupante per le forze dell’ordine, in possesso di armi d’assalto disponibili per chissà quale altre colpo nella zona. «Vogliamo che i cittadini sappiano che ci siamo. Noi siamo qui per ogni evenienza, pronti a dare riposte a tutti e al rapporto di fiducia che si è instaurato tra i cittadini e l’ Arma» dice l’ufficiale. Sventata la rapina e con i due pregiudicati in carcere, i militari tornano alla loro routine. È nella quotidianità, fatta di incontri e scambi, che si consolida il rapporto degli uomini della caserma con il territorio e i 3600 abitanti che risiedono nei centri di Irgoli, Loculi e Onifai. Le occasioni per intervenire, d’altra parte non mancano. E spesso sono gli stessi cittadini a chiedere l’intervento dei carabinieri. «Marescia’ glielo dica a mio figlio che deve studiare». Questa è una delle frasi più ricorrenti. «Quante volte ce lo sentiamo dire da genitori preoccupati per figli un tantino scavezzacolli» racconta il maresciallo Porcheddu. E poi ci sono anche aspetti più delicati come quando c’è da far abbassare i toni nel caso di liti familiari. «Riusciamo a non far degenerare le cose, a volte facendo da pacieri a volte mettendo le persone di fronte alle responsabilità cui vanno incontro» spiega il maresciallo
Di Bianco.

Prevenzione e non solo repressione dunque in un territorio che ha avuto fasi dolorosamente difficili. Ma anche momenti di festa da condividere per rinsaldare i rapporti. Come quando c’è da celebrare i patroni dei tre paesi: san Nicola, san Pietro e san Sebastiano.

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