trenino verde 

Confindustria: «Arst e Regione rispettino gli impegni»

MEANA SARDO. La stagione turistica è alle porte e sul fronte del Trenino Verde in Barbagia-Mandrolisai tutto è fermo. La situazione pare addirittura complicarsi creando forti incertezze sulla...

MEANA SARDO. La stagione turistica è alle porte e sul fronte del Trenino Verde in Barbagia-Mandrolisai tutto è fermo. La situazione pare addirittura complicarsi creando forti incertezze sulla riapertura della linea nei territori di Meana Sardo, Belvì, Aritzo, Desulo, Tonara e Sorgono. Chiuso in anticipo ad agosto 2017 dopo una stagione turistica da record, il Trenino Verde della Barbagia rischia oggi di non ripartire. Nonostante i 10 milioni di euro stanziati in finanziaria per tutte le tratte del Trenino verde in Sardegna, le opere necessarie per riavviare la linea Mandas-Arbatax sono in forte ritardo mentre sono bloccati i lavori sulla Laconi-Desulo-Sorgono. Confindustria chiede che la linea, sospesa per via di alcuni ponti da collaudare e i cui interventi non sono stati ancora messi a bando, venga riattivata.

In una nota il presidente Roberto Bornioli rileva come “nonostante la promessa fatta a maggio 2016 dalla Regione che si era impegnata a garantire un servizio affidabile, regolare e con date certe, a oggi non c’è nessuna certezza sulla riapertura della linea del Trenino verde del centro Sardegna”. La situazione sta creando forti difficoltà per la programmazione delle attività del 2018, soprattutto alla Barbagia Express, associazione di imprese che ha gestito la linea turistica barbaricina nell’estate del 2017 con risultati importanti. «In queste condizioni è serio il rischio che la prossima stagione turistica sia compromessa, con danni gravissimi non soltanto per gli operatori privati, che si occupano di gestire la linea e promuovere itinerari turistici ma per l’economia di un’intera area» incalza Bornioli. Dopo aver ricordato come «il trenino verde sia una leva straordinaria per i territori della Barbagia-Mandrolisai» il presidente dell’associazione industriali ribadisce che «l’arrivo di turisti nei piccoli paesi dà ossigeno alle attività della ristorazione, dei servizi, dell’artigianato e dell’agroalimentare e può offrire la spinta per l’avvio di nuove attività e imprese. Si stima che ogni euro di biglietto ne generi almeno altri tre per spese di ristorazione, pernottamento e acquisto di prodotti tipici». Di qui la richiesta che «Regione e l’Arst si mettano a lavoro per risolvere le diverse
problematiche che a oggi stanno mettendo a rischio la riapertura. Oltre ai ritardi nelle manutenzioni, da dicembre è sorto un altro problema legato alle nuove norme di sicurezza imposte alle linee turistiche dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie». (g.m.)

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