Sorgono, l’ospedale attende ancora i medici di radiologia

Continua la protesta dei sindaci per i disservizi al San Camillo «L’Ats dovrebbe assicurare la salute e non solo prometterla»

SORGONO. La Barbagia Mandrolisai attende l’esito delle istanze fatte all’Ats e all’Assl di Nuoro con riguardo al san Camillo di Sorgono. Lo segnala il sindaco di Atzara, Alessandro Corona, promotore delle iniziative per la piena funzionalità del nosocomio sorgonese. Nei giorni scorsi prima lo stesso Corona, poi la Cisl e il vice sindaco di Belvì Maurizio Cadau, nonchè l’energico intervento del sindaco di Tonara, Flavia Loche, avevano sollecitato l’Ats per attivare tutte le procedure possibili per il riavvio del servizio di radiologia e delle funzionalità di pronto soccorso e assistenza del 118. Nonostante le doglianze delle amministrazioni, il servizio di radiologia non ha ripreso la sua funzionalità, non sono assicurate le esigenze per il fine settimana e gli utenti del Mandrolisai e del Barigadu devono recarsi a Nuoro per una semplice radiografia. Fatto che comporta congestioni nell’ospedale del capoluogo. «Un fatto inaccettabile – tuona il sindaco Alessandro Corona – perché l’Ats dovrebbe assicurare la salute nel territorio e non semplici promesse. Siamo ancora in attesa dei nuovi medici nel reparto di radiologia e della piena funzionalità del servizio Per ora le cose non sono cambiate e questo fatto ci induce e a prendere provvedimenti». Dopo le lamentele dei sindaci è il consiglio della Comunità montana a prendere posizione sul punto.

Lo ha fatto deliberando di diffidare, ai sensi dell’articolo 328 del codice penale l’Ats e l’Assl di Nuoro di attivare i servizi necessari al funzionamento completo dell’ospedale di Sorgono così come deliberato e determinato nelle normative regionali e nazionali entro il termine di 30 giorni dalla notifica della diffida. «Mentre il pronto soccorso di Sorgono – aggiunge Corona – si conferma un capolavoro di efficienza, da Nuoro non arrivano le risorse per consentire a tutto il presidio di affermarsi secondo le sue potenzialità. Tutto questo è inaccettabile e invito l’Ats a dare una risposta concreta a questo territorio che è bisognoso di certezze. La migrazione a Nuoro non
fa altro che congestionare il san Francesco, ospedale di eccellenza che però non può sopportare il carico di tantissime persone, I disservizi generati dal sovraffollamento creano una inopinata migrazione sanitaria verso Cagliari ed Oristano e ciò equivale a costi sociali insostenibili».

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