«Nel 2017 la differenziata è cresciuta di otto punti»

L’assessore all’Ambiente: «I dati diffusi dalla Provincia si riferiscono al 2016 ma sono migliorati con la rimodulazione. Ora serve l’impegno dei cittadini» 

NUORO. «Non contesto i dati contenuti nel rapporto sulla raccolta differenziata diffuso dalla Provincia, ma faccio notare che sono riferiti al 2016. Nel 2017 siamo saliti di oltre otto punti, arrivando al 66,7 per cento». Giuliano Sanna, assessore comunale all’Ambiente, interviene dopo che gli ultimi dati ufficiali sulla raccolta dei rifiuti hanno evidenziato, se non proprio una crisi, una preoccupante flessione della differenziata, addirittura in calo rispetto al suo massimo del 2010, quando raggiunge il 64,55%. E spiega perché lo scorso anno, a marzo, annunciò in una conferenza stampa che la raccolta era al 74 per cento.

Cos’è accaduto, assessore?

«Il dato del 2016, il 58%, è superato da quello ancora ufficioso del 2017, maggiore di oltre otto punti. Noto però in modo costante una discrepanza, probabilmente con i dati dell’Arpas, che stiamo approfondendo. Noi infatti ci aspettavamo per il 2016 una percentuale attorno al 60. Tutti i trimestri analizzati e comunicati alla Tossilo spa per l’applicazione della premialità ruotavano attorno a quel dato. Rimane comunque un calo, che va analizzato, a partire dal 2010».

Qual era il dato allora?

«Eravamo al 64,55. Consideri che era l’anno di attivazione del servizio, e che l’anno precedente, il 2009, eravamo al 52%. Nei fatti la mia gestione operativa comincia nel 2016, e da subito insieme con gli uffici comunali ci siamo resi conto dell’inversione di tendenza che era in atto. Per questo, nel febbraio 2017 abbiamo attivato la rimodulazione del servizio, che ha previsto, tra le altre cose, il ritiro dei rifiuti indifferenziati una sola volta a settimana anziché tre, condizione che stava portando al suicidio la differenziata. La svolta ha pagato, perché in appena un mese siamo arrivati al 74%».

Poi cos’è accaduto?

«Tenga presente che gennaio e febbraio erano stati disastrosi, appunto in linea con i dati del 2016. Dopo la rimodulazione la percentuale è comunque salita, raggiungendo il picco del 74 in almeno un paio di mensilità. Ciò non toglie che non ci siano problemi, e la maggior parte sono dovuti al fatto che indubbiamente è necessario potenziare i controlli sui rifiuti, verificare quanto la differenziata sia attuata efficacemente dagli utenti. Le percentuali oltre l’80 per cento dei comuni costieri me le spiego così, appunto con controlli molto fiscali e severi da parte delle società esterne che hanno in appalto il servizio. La premialità del resto ricade unicamente su di loro, e hanno tutto l’interesse a comportarsi in questo modo. Perciò, al minimo vizio di un determinato rifiuto, te lo lasciano lì. Tutto legittimo, salvo poi trovare cumuli di rifiuti abbandonati lungo la 131 e le altre strade che portano a quelle località, da Orosei a Siniscola. Da noi diciamo che vige il buon senso da parte degli operatori».

Parliamo dei costi per i cittadini.

«È l’aspetto che mi interessa maggiormente. Voglio ricordare che nel 2016 abbiamo ridotto la Tari di quasi un milione di euro, circa il 12-13 per cento, che è il dato medio di risparmio dei contribuenti. E da allora la tariffa non è più cresciuta. Anche per quest’anno, grazie alla rimodulazione, ritengo che rimarrà invariata».

L’evasione della Tari è un fenomeno diffuso?

«Non è facilmente quantificabile, come può immaginare. Ma diciamo che registriamo un miglioramento rispetto alla riscossione della tariffa e c’è comunque una base imponibile che si sta allargando, dopo che abbiamo, diciamo
così, individuato nuove utenze. Contiamo di migliorare in vista dell’avvio del nuovo servizio, nel gennaio prossimo, con la società interamente comunale. Il momento cruciale sarà la distribuzione dei nuovi mastelli, che consentirà di attuare un censimento aggiornato degli utenti».

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